Un imputato, condannato in appello per detenzione di 21 kg di stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando un trattamento sanzionatorio eccessivo. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la determinazione della pena da parte del giudice di merito non è sindacabile se supportata da una motivazione logica e coerente, come nel caso di specie, basata sui precedenti penali dell'imputato e sulla gravità del reato.
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