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Inopponibilità

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129 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Poteri amministratore società: limiti e terzi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di costruzioni, confermando che i limiti ai poteri dell'amministratore di una società, derivanti da statuto o delibere, non sono opponibili ai terzi contraenti in buona fede. Il caso riguardava un contratto d'appalto per lavori edili in cui si contestava che l'amministratore della società committente avesse superato il tetto di spesa autorizzato. La Corte ha ribadito che, secondo l'art. 2384 c.c., tali limiti non inficiano la validità del contratto verso l'esterno, a meno che il terzo non abbia agito intenzionalmente a danno della società.
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Effetti fusione societaria: la tutela del creditore
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16689/2025, ha stabilito che l'iscrizione dell'atto di fusione nel Registro delle Imprese produce un effetto sanante assoluto, che preclude la dichiarazione di invalidità dell'operazione anche se eseguita in pendenza dell'opposizione di un creditore. Gli effetti della fusione societaria sono quindi irretrattabili. Al creditore pregiudicato non resta che la tutela risarcitoria, in linea con il principio di stabilità degli atti societari e di certezza dei rapporti giuridici.
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Azione revocatoria: credito inesistente, salta tutto
Un creditore ottiene in primo e secondo grado la revoca di una compravendita immobiliare tra fratelli, ritenuta lesiva della sua garanzia patrimoniale. Tuttavia, la Corte di Cassazione ribalta la decisione. Un'altra sentenza, divenuta definitiva, ha infatti accertato l'inesistenza del credito originario, facendo crollare il presupposto fondamentale dell'azione revocatoria e portando al rigetto della domanda del creditore.
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Prelazione societaria: no al riscatto nelle S.r.l.
Un socio di una S.r.l. ha agito in giudizio dopo che un altro socio ha ceduto le proprie quote a un terzo, violando la clausola di prelazione statutaria. Il socio pretermesso chiedeva di poter riscattare le quote dall'acquirente. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio consolidato: la prelazione societaria prevista dallo statuto di una S.r.l. ha natura meramente obbligatoria e non reale. Di conseguenza, la sua violazione non conferisce al socio il diritto di riscatto, ma solo la possibilità di chiedere il risarcimento del danno e di considerare la cessione inefficace nei confronti della società.
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Prova del credito bancario nel fallimento: la guida
Una banca si oppone al rigetto della sua domanda di ammissione al passivo di un fallimento. Il tribunale di merito aveva negato il credito per insufficienza di prove sull'erogazione delle somme, evidenziando discordanze documentali. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che la prova del credito bancario può essere fornita attraverso un'analisi coordinata di più documenti (contratto, contabili, estratti conto), anche in assenza di una data certa opponibile, superando le apparenti incongruenze.
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Azione revocatoria: risarcimento se il bene è rivenduto
La Corte di Cassazione ha stabilito che, nell'ambito di un'azione revocatoria, se il bene oggetto dell'atto fraudolento viene successivamente alienato a un terzo in buona fede, rendendo impossibile la restituzione, il creditore ha diritto a ottenere una condanna al pagamento di una somma equivalente al valore del bene. Questa pretesa non costituisce una domanda nuova ma è implicitamente compresa nell'azione revocatoria stessa, il cui fine è reintegrare la garanzia patrimoniale del creditore, anche per equivalente monetario.
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Occupazione sine titulo: la sentenza del Tribunale
Un'Amministrazione demaniale ha citato in giudizio un privato per l'occupazione sine titulo di un'unità commerciale e una residenziale. L'occupante sosteneva di avere un titolo valido derivante da un subentro in un contratto di locazione a seguito di acquisto di ramo d'azienda. Il Tribunale ha accolto la domanda dell'Amministrazione, ordinando il rilascio degli immobili. La decisione si fonda su due punti chiave: l'inopponibilità della cessione del contratto commerciale a causa di un esplicito divieto nel contratto originale e la nullità del contratto abitativo per mancata registrazione.
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Società cancellata: notifica fiscale dopo 5 anni?
Una società cancellata ha ricevuto una notifica di cartelle di pagamento. I giudici di merito hanno annullato gli atti. La Corte di Cassazione, chiamata a decidere sulla validità della notifica avvenuta oltre cinque anni dopo la cancellazione, ha ritenuto la questione complessa. Invece di decidere, ha rinviato il caso a una pubblica udienza per un'analisi più approfondita, alla luce di recenti sentenze delle Sezioni Unite sul tema della società cancellata e della sopravvivenza del mandato al difensore.
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Notifica al curatore: effetti sulla cartella esattoriale
La Corte di Cassazione chiarisce che la notifica di una cartella di pagamento al solo curatore fallimentare non rende l'atto nullo, ma semplicemente inefficace e inopponibile nei confronti del contribuente una volta che questo sia tornato in bonis. Quest'ultimo, tuttavia, per contestare la pretesa, deve impugnare l'atto non appena ne viene a conoscenza, ad esempio tramite un atto successivo come un preavviso di fermo. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva dichiarato illegittime le cartelle, rinviando per una nuova valutazione sulla tempestività dell'impugnazione.
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