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Inerenza — Anno 2026

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142 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Inerenza

Provvedimenti

Inerenza dei costi: la Cassazione sul know-how
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della deducibilità delle fee per know-how riaddebitate da una holding alle proprie controllate. Il fulcro della controversia riguarda l'inerenza dei costi, contestata dall'Amministrazione Finanziaria per presunta mancanza di certezza e utilità. La Suprema Corte ha stabilito che l'inerenza non dipende dal vantaggio economico immediato o dalla congruità della spesa, ma dalla correlazione qualitativa con l'attività d'impresa. Di conseguenza, ha annullato la sentenza di appello che aveva negato la deducibilità, ribadendo che il fisco non può sindacare le scelte imprenditoriali se non in presenza di sproporzioni macroscopiche.
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Operazioni inesistenti: stop a sponsorizzazioni false
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un avviso di accertamento emesso contro una società di trasporti per l'utilizzo di fatture relative a operazioni inesistenti. Il caso riguardava sponsorizzazioni sportive prive di prova sull'effettiva esecuzione delle prestazioni. I giudici hanno stabilito che la presunzione di deducibilità delle spese pubblicitarie non opera se l'operazione è fittizia. Elementi come prelievi in contanti sospetti e l'assenza di riscontri sulle gare disputate hanno validato la tesi dell'Amministrazione finanziaria.
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Inerenza IVA: prova necessaria anche nel rimborso
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato il rimborso IVA concesso a una società di servizi, contestando la mancanza di prova circa l'inerenza dei costi per alcune annualità. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'istanza di rimborso forfettario non esonera il contribuente dall'onere di provare l'inerenza IVA secondo i principi ordinari. La decisione precedente è stata annullata poiché aveva erroneamente presunto la sussistenza del diritto basandosi solo sulla condotta collaborativa della società, anziché su verifiche documentali oggettive.
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Autotutela: stop al contenzioso fiscale in Cassazione
Un istituto bancario ha impugnato un avviso di accertamento IRES e IRAP relativo alla deducibilità di costi per operazioni di cartolarizzazione. Dopo i rigetti in primo e secondo grado, la banca ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, l'Agenzia delle Entrate ha esercitato il potere di Autotutela, annullando integralmente l'atto impositivo. La Suprema Corte ha dunque dichiarato la cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese legali e l'esclusione del raddoppio del contributo unificato.
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Cumulo giuridico sanzioni: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una società immobiliare coinvolta in una disputa su costi non inerenti e pro-rata IVA. Sebbene la Corte abbia confermato il recupero d'imposta, ha accolto il ricorso relativo al calcolo delle sanzioni. La sentenza chiarisce che il fisco deve applicare correttamente il cumulo giuridico sanzioni quando si verificano più violazioni, evitando una somma matematica punitiva che ignori i benefici previsti dalla legge.
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Nullità avviso di accertamento: motivi contrastanti
La Corte di Cassazione ha stabilito che la nullità avviso di accertamento può derivare da una motivazione basata su presupposti di fatto e di diritto tra loro inconciliabili. Nel caso in esame, l'Amministrazione Finanziaria aveva contestato dei costi definendoli sia come soggettivamente inesistenti sia come oggettivamente inesistenti. La Suprema Corte ha chiarito che tale contraddittorietà, se rende incerta la pretesa erariale e difficoltosa la difesa, invalida l'atto impositivo.
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Deduzione perdite su crediti: nuove regole Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la deduzione perdite su crediti derivante da cessione pro soluto a società di factoring è legittima se il contribuente dimostra ragioni economiche valide, come i lunghi tempi di pagamento degli enti pubblici. La sentenza chiarisce che il giudice deve valutare elementi certi e precisi, oltre alla mera inesigibilità, annullando decisioni basate su motivazioni carenti.
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Transfer pricing: onere della prova e costi inerenti
La Corte di Cassazione interviene in materia di transfer pricing chiarendo la ripartizione dell'onere probatorio. L'Amministrazione Finanziaria deve dimostrare l'esistenza di transazioni a prezzi non di mercato, ma se utilizza metodi comparativi (TNMM) deve garantire l'omogeneità dei campioni. La sentenza accoglie inoltre i motivi relativi alla deducibilità di costi legali non sufficientemente motivati come inerenti e all'omessa pronuncia su operazioni in regimi fiscali privilegiati.
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Imposta di registro conferimento: guida alla deduzione
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti alla deducibilità delle passività nell'ambito dell'imposta di registro conferimento. Il caso riguarda una società che ha tentato di sottrarre l'importo di un mutuo ipotecario dal valore reale di un terreno conferito dai soci. La Corte ha stabilito che la semplice esistenza di un'ipoteca non garantisce la deduzione: è necessario dimostrare l'inerenza del debito all'oggetto del conferimento e che il finanziamento non sia di natura personale per i soci conferenti.
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Prassi commerciale elusiva: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una concessionaria auto che utilizzava una prassi commerciale elusiva per posticipare la tassazione dei ricavi. Attraverso lunghi periodi di 'prova' concessi ai clienti, la società ritardava l'emissione della fattura, trattando i veicoli come beni strumentali e non come merce. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la vendita si perfeziona con il consenso e la consegna del bene, rendendo la strategia fiscalmente illegittima.
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Momento impositivo: quando si perfeziona la vendita?
Una concessionaria di autoveicoli è stata sanzionata per aver posticipato la fatturazione delle vendite, considerando le auto come "in prova" per lunghi periodi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che ai fini della determinazione del momento impositivo, la vendita si perfeziona con il consenso delle parti e la consegna del bene, non con la successiva registrazione al PRA. Tale pratica è stata considerata elusiva.
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Momento impositivo: la vendita auto e le prassi elusive
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una concessionaria di auto che ritardava la fatturazione attraverso lunghi periodi di "prova" per i clienti. La Corte ha stabilito che questa pratica costituisce una strategia elusiva, chiarendo che il momento impositivo ai fini IVA e delle imposte dirette sorge con la consegna del veicolo e non con la successiva registrazione formale. L'ordinanza ha confermato la pretesa fiscale, respingendo il ricorso della società e ribadendo principi fondamentali su causa del contratto, onere della prova e inerenza dei costi.
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Gruppo societario di fatto: quando è riconosciuto?
Una società immobiliare vende i suoi beni per saldare i debiti di una società 'sorella', con medesima compagine sociale, neutralizzando la plusvalenza. L'Amministrazione Finanziaria contesta l'operazione. La Corte di Cassazione chiarisce che per configurare un gruppo societario di fatto non basta la comunanza dei soci, ma è necessaria la prova di una direzione e coordinamento unitari. In assenza di tale prova e di un interesse economico diretto per la società erogante, il trasferimento di fondi è considerato una liberalità non inerente, con conseguente indeducibilità del costo e tassazione della plusvalenza.
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Gruppo societario di fatto: costi deducibili?
Una società vende i propri immobili e utilizza il ricavato per saldare i debiti di un'altra società con la stessa compagine sociale, considerandolo un costo inerente all'attività di un gruppo societario di fatto. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni precedenti, ha stabilito che in assenza di una direzione unitaria e di un interesse economico diretto per la società erogante, tale trasferimento è una liberalità non deducibile. Di conseguenza, la plusvalenza derivante dalla vendita degli immobili è pienamente imponibile.
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Detrazione Iva: quando si perde per attività cessata
Un'impresa agricola ha chiesto il rimborso per la detrazione Iva su spese preparatorie, ma non ha mai iniziato l'attività. La Cassazione ha stabilito che il diritto alla detrazione Iva decade se la mancata operatività dipende dalla volontà dell'imprenditore, cassando la sentenza d'appello e rinviando per un nuovo esame dei fatti.
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Deducibilità sponsorizzazioni: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imprenditore contro l'Agenzia delle Entrate in un caso sulla deducibilità delle sponsorizzazioni a favore di associazioni sportive dilettantistiche. Sebbene la legge stabilisca una presunzione legale sulla natura pubblicitaria di tali spese, la Corte ha chiarito che questa non esonera il contribuente dal fornire idonea documentazione che attesti la certezza e l'effettività dei costi sostenuti. La mancanza di prove documentali, come contratti e tracciabilità dei pagamenti, è stata ritenuta una ragione dirimente e sufficiente a negare la deduzione, rendendo irrilevante l'erronea motivazione della corte di merito basata sull'antieconomicità della spesa.
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Costi infragruppo: onere della prova e deducibilità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2569/2026, ha stabilito che per la deducibilità dei costi infragruppo non è sufficiente la prova documentale (contratto e fatture). La società che riceve il servizio deve dimostrare l'effettiva utilità e il vantaggio concreto ottenuto, ribaltando così l'onere della prova a carico del contribuente. La Corte ha cassato la decisione precedente che aveva erroneamente addossato all'amministrazione finanziaria l'onere di provare l'indeducibilità.
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Rimborso IVA in liquidazione: diritto alla detrazione
Una società in procedura di liquidazione coatta amministrativa si è vista negare il rimborso di un credito IVA, sostenendo l'Agenzia delle Entrate la mancanza di un'attività economica. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo che la fase di liquidazione è a tutti gli effetti parte dell'attività d'impresa. Pertanto, i costi sostenuti per la liquidazione, se inerenti a tale scopo, danno diritto alla detrazione e al conseguente rimborso IVA in liquidazione, anche in assenza di operazioni attive.
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Deducibilità sponsorizzazioni: la presunzione assoluta
Una società petrolifera si è vista negare la deducibilità dei costi di sponsorizzazione per una squadra sportiva dilettantistica, giudicati antieconomici. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che per la deducibilità sponsorizzazioni sportive a favore di enti dilettantistici vige una presunzione legale assoluta. Se vengono rispettate determinate condizioni formali, la spesa è considerata pubblicitaria e deducibile, a prescindere da valutazioni sulla sua congruità o sul ritorno economico.
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Onere prova detrazione IVA: chi prova con contabilità assente?
Una società in fallimento, priva di contabilità e dichiarazioni, si è vista negare la detrazione IVA. La Corte di Cassazione, riformando la decisione di merito, ha stabilito che l'onere della prova per la detrazione IVA, in particolare l'inerenza dei costi, grava sempre sul contribuente. Anche in caso di accertamento induttivo, è il soggetto passivo a dover dimostrare le condizioni sostanziali del suo diritto, non l'Amministrazione Finanziaria a dover provare il contrario. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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