LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Indennità Una Tantum

Pagina 2 di 2

28 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Indennità una tantum: chi deve pagarla?
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che condannava un datore di lavoro al pagamento integrale di un'indennità una tantum prevista dal CCNL Mobilità. Il lavoratore pretendeva l'intero importo relativo al periodo 2009-2012, nonostante fosse stato assunto solo nel 2011. La Suprema Corte ha stabilito che l'indennità una tantum deve essere riproporzionata in base ai mesi di servizio effettivamente prestati presso il datore di lavoro attuale, escludendo la responsabilità di quest'ultimo per i periodi di attività svolti presso precedenti datori di lavoro.
Continua »
Indennità una tantum: regole per i cambi appalto
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema dell'erogazione dell'indennità una tantum prevista dal CCNL Mobilità in un contesto di successione di appalti. Un lavoratore aveva richiesto il pagamento integrale della somma all'ultimo datore di lavoro, includendo periodi in cui era alle dipendenze di altre società. La Suprema Corte ha stabilito che l'obbligo di pagamento deve essere riproporzionato ai mesi di servizio effettivamente prestati presso ciascun datore di lavoro, rigettando la tesi della responsabilità integrale del datore finale.
Continua »
Indennità una tantum: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri di spettanza dell'indennità una tantum prevista dai contratti collettivi in caso di successione negli appalti. Sebbene sia stata confermata la competenza territoriale del giudice basata sulla presenza di una dipendenza aziendale locale, la Corte ha stabilito che l'indennità deve essere corrisposta dal datore di lavoro in proporzione ai mesi di servizio effettivamente prestati presso di esso. Non è possibile addebitare l'intero importo all'ultimo datore di lavoro per periodi in cui il lavoratore era impiegato presso terzi, salvo accordi specifici.
Continua »
Indennità una tantum: chi paga dopo il cambio appalto?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di cambio appalto, il datore di lavoro subentrante non è tenuto a corrispondere l'intera indennità una tantum per la vacanza contrattuale, ma solo la quota relativa al periodo in cui il lavoratore ha prestato servizio alle sue dipendenze. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'azienda, affermando il principio di proporzionalità e respingendo la tesi che l'obbligazione dovesse gravare integralmente sull'ultimo datore di lavoro.
Continua »
Indennità una tantum: quando il dirigente non può pagarla
Un dipendente comunale si è visto negare una indennità una tantum per un incarico aggiuntivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la determina dirigenziale che concedeva l'emolumento era illegittima. Il dirigente, infatti, aveva agito in carenza di potere, violando una precedente delibera di Giunta che stabiliva criteri precisi (come la definizione di obiettivi) e escludeva la categoria del dipendente dal beneficio.
Continua »
Indennità una tantum: la Cassazione sui limiti del ricorso
Una lavoratrice ha impugnato in Cassazione il provvedimento che la obbligava a restituire un'indennità una tantum percepita alla fine di un contratto di collaborazione. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei gradi precedenti. Il motivo principale è che i motivi di ricorso non denunciavano vizi di legittimità, ma miravano a un riesame del merito della causa, attività preclusa al giudice di Cassazione. La Corte ha ribadito che la valutazione dei fatti e delle prove spetta esclusivamente ai giudici di primo e secondo grado.
Continua »
Indennità una tantum: decisivo il sistema contributivo
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego dell'indennità una tantum alla vedova di un assicurato. La Corte ha stabilito che, per ottenere il beneficio, è necessario che la pensione del defunto fosse calcolata con il sistema contributivo, come previsto dalla l. 335/95, interpretata sistematicamente.
Continua »
Contributi figurativi: no all’aumento per chi transita
Un ex controllore di volo militare, passato al settore civile prima della pensione, si è visto negare dalla Corte di Cassazione l'aumento dei contributi figurativi ai fini pensionistici. L'ordinanza stabilisce che tali maggiorazioni non si applicano a chi transita al lavoro civile prima di maturare il diritto alla pensione, ma sono valide solo per un'indennità una tantum. La Corte ha ritenuto legittima la differenza di trattamento rispetto a chi cessa il servizio militare andando direttamente in pensione.
Continua »