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Indennità Di Vacanza Contrattuale

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28 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Blocco stipendi pubblico impiego: quando non si applica
La Corte di Cassazione ha stabilito che il blocco stipendi pubblico impiego, relativo alla contrattazione collettiva, non si applica ai lavoratori di un ente pubblico il cui rapporto è regolato da un contratto collettivo di diritto privato (es. CCNL Edili). La Corte ha distinto tra il congelamento del trattamento economico individuale, applicabile a tutti, e il blocco della negoziazione, limitato al solo pubblico impiego contrattualizzato. Di conseguenza, i lavoratori hanno diritto agli adeguamenti retributivi previsti dal loro CCNL una volta terminato il periodo di blocco.
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Blocco contrattazione pubblica: vale per i CCNL privati?
La Corte di Cassazione esamina se il blocco della contrattazione pubblica, imposto per il triennio 2010-2012, si estenda anche ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni il cui rapporto di lavoro è regolato da un contratto collettivo di diritto privato. Ritenendo la questione di particolare importanza e non ancora risolta, l'ordinanza interlocutoria rinvia la causa a una pubblica udienza per una decisione più approfondita, che sarà assunta con sentenza.
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Cessazione materia del contendere: i limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2446/2024, ha chiarito i limiti della cessazione della materia del contendere. Ha stabilito che un accordo sindacale, non sottoscritto dai lavoratori in causa o dal loro sindacato, non è sufficiente a determinare la fine del processo, in quanto manca il venir meno dell'interesse delle parti a una decisione nel merito. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente dichiarato estinto il giudizio, rinviando la causa per una nuova valutazione.
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Indennità vacanza contrattuale: quando spetta?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un gruppo di lavoratori del settore sanitario che richiedevano il pagamento dell'indennità di vacanza contrattuale per il periodo tra la scadenza di un CCNL e il suo rinnovo. La Corte ha stabilito che tale indennità non è un diritto automatico, ma la sua erogazione può essere subordinata a specifiche condizioni definite dalla contrattazione collettiva, come in questo caso la negoziazione a livello regionale che teneva conto delle difficoltà finanziarie del settore. La richiesta è stata respinta anche sotto il profilo della retribuzione adeguata (art. 36 Cost.), poiché la sufficienza va valutata sull'intero trattamento economico e non su un singolo elemento.
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Indennità di vacanza contrattuale: quando è dovuta?
Una operatrice sanitaria ha richiesto l'indennità di vacanza contrattuale e l'indennità di vestizione. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che l'indennità di vacanza contrattuale non è dovuta se il rinnovo contrattuale ha già coperto, con aumenti retributivi, gli effetti dell'inflazione per lo stesso periodo. L'indennità di vestizione è stata negata per carenza di prova.
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Blocco stipendi PA: no a risarcimenti per il 2010-2015
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di alcuni dipendenti pubblici che chiedevano un risarcimento per il blocco degli stipendi imposto tra il 2010 e il 2015. La Corte ha stabilito che la sentenza della Corte Costituzionale (n. 178/2015), pur dichiarando illegittimo il protrarsi del blocco, ha avuto l'effetto di ripristinare la procedura di contrattazione collettiva, ma non ha creato un diritto automatico a recuperare le mancate progressioni economiche o a ottenere specifici aumenti. Il blocco stipendi PA è stato considerato una misura temporanea e proporzionata, giustificata dalla grave crisi finanziaria e dalla necessità di contenere la spesa pubblica, senza violare il principio di una retribuzione equa e sufficiente.
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Indennità vacanza contrattuale: quando è dovuta?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indennità di vacanza contrattuale non costituisce un diritto soggettivo esigibile se il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) ne demanda la negoziazione alla contrattazione regionale e quest'ultima, a sua volta, ne posticipa la quantificazione e l'erogazione a causa di difficoltà economiche del settore. La Corte ha rigettato il ricorso di una lavoratrice, confermando che il rinvio operato dalle parti sociali non crea un diritto immediatamente azionabile in giudizio.
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Cessazione materia del contendere: accordo in Cassazione
Una lavoratrice aveva promosso un ricorso in Cassazione contro la società datrice di lavoro per differenze retributive. Prima della decisione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, rinunciando al ricorso. La Suprema Corte ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, ponendo fine al giudizio e compensando integralmente le spese di lite tra le parti.
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