La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19465/2019, ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni proprietari terrieri contro un Comune, relativo alla determinazione dell'indennità di esproprio. La Corte ha ribadito il principio della "edificabilità legale", secondo cui il valore di un terreno espropriato si basa sulla sua destinazione urbanistica ufficiale e non sulle sue potenzialità di fatto. È stata confermata la legittimità di una valutazione intermedia per aree con vincoli pubblicistici (es. parcheggi), superiore al valore agricolo ma inferiore a quello delle aree pienamente edificabili. Infine, è stato chiarito che l'aumento del 10% sull'indennità si applica solo alle procedure iniziate dopo il 30 giugno 2003.
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