La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5126/2024, ha rigettato il ricorso di un dipendente universitario che chiedeva l'inclusione della retribuzione di posizione nel calcolo della cosiddetta Indennità De Maria. La Corte ha ribadito il principio secondo cui tale indennità, finalizzata a equiparare il trattamento economico del personale universitario a quello del personale sanitario, non può estendersi automaticamente a emolumenti, come la retribuzione di posizione, che sono strettamente legati all'effettivo conferimento e svolgimento di un incarico dirigenziale, la cui prova spetta al lavoratore.
Continua »