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Incensuratezza

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283 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Attenuanti generiche: quando il giudice può negarle
Un imputato, condannato per falso e truffa, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata concessione delle attenuanti generiche e il diniego di una perizia grafologica. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sostenendo che la valutazione del giudice di merito sul diniego delle attenuanti era adeguatamente motivata dalla sola incensuratezza e dalla mancanza di collaborazione processuale, e che la richiesta di perizia costituiva un'inammissibile rivalutazione dei fatti.
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Custodia cautelare in carcere: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un individuo posto in custodia cautelare in carcere per la detenzione di oltre un chilo di marijuana. La Corte ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza, basati sulla quantità della sostanza, il ritrovamento di un bilancino e l'ammissione parziale dell'indagato. Tuttavia, ha annullato l'ordinanza limitatamente alla scelta della misura, ritenendo che il Tribunale non avesse adeguatamente motivato perché la custodia cautelare in carcere fosse l'unica opzione possibile, omettendo di considerare l'assenza di precedenti penali (incensuratezza) dell'indagato e di fornire elementi concreti sul rischio di recidiva che giustificassero una misura così afflittiva rispetto agli arresti domiciliari.
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Spaccio di stupefacenti: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per spaccio di stupefacenti. La decisione si fonda sulla natura professionale dell'attività, evidenziata dalla presenza di un sistema di videosorveglianza, dalla varietà delle sostanze e da una notevole somma di denaro sproporzionata ai redditi. Il ricorso è stato giudicato una mera riproposizione di censure già respinte in appello, confermando così la condanna, la pena e la confisca del denaro.
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Attenuanti generiche: quando il giudice può negarle
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la sentenza di secondo grado che gli negava le attenuanti generiche. La Corte ha ribadito che, per negare tale beneficio, è sufficiente una motivazione basata sull'assenza di elementi positivi a favore dell'imputato, non essendo più sufficiente, da sola, la mera incensuratezza. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Attenuanti generiche: no con la sola incensuratezza
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per reati fiscali. La Corte conferma che, per la concessione delle attenuanti generiche, la sola incensuratezza non è sufficiente, essendo necessari ulteriori elementi di positiva valutazione, in linea con la riforma dell'art. 62-bis cod. pen. del 2008.
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Attenuanti generiche: non basta la fedina pulita
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per l'uso di fatture false. La Corte ribadisce che per la concessione delle attenuanti generiche non è sufficiente avere la fedina penale pulita, ma sono necessari elementi positivi che valorizzino la personalità dell'imputato.
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Attenuanti generiche: quando la Cassazione le nega
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati, condannati in appello, che contestavano il diniego delle attenuanti generiche e la valutazione della loro responsabilità. La Corte ha ribadito che l'assenza di precedenti penali non è sufficiente per ottenere il beneficio e che il suo giudizio non può estendersi a una nuova valutazione delle prove, ma solo al controllo della logicità della motivazione della sentenza impugnata.
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Reato paesaggistico: potatura e condanna in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato paesaggistico a carico dell'amministratore di una società che aveva ordinato una potatura drastica di magnolie secolari protette. La sentenza chiarisce che il vincolo su un parco si estende ai singoli alberi e che la modifica del capo di imputazione in corso di causa non lede la difesa se il fatto contestato resta lo stesso.
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Spaccio di lieve entità: no se l’attività è organizzata
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due soggetti condannati per spaccio. La richiesta di derubricare il reato a spaccio di lieve entità è stata respinta poiché l'attività era organizzata in un locale attrezzato con telecamere e armi, circostanze che, secondo la Corte, sono incompatibili con la minore gravità del fatto, anche in presenza di una fedina penale pulita.
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Sospensione condizionale: quando viene negata?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un giovane condannato per rapina aggravata, confermando il diniego della sospensione condizionale della pena. Secondo la Corte, anche in assenza di condanne definitive (incensuratezza), la presenza di precedenti di polizia e denunce per fatti analoghi è sufficiente a fondare un giudizio prognostico sfavorevole, giustificando la mancata concessione del beneficio.
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Pericolo di reiterazione: custodia cautelare e reati
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17468/2024, ha confermato la custodia in carcere per un indagato per detenzione di stupefacenti, stabilendo che il pericolo di reiterazione del reato può essere desunto da un recente carico pendente, anche in assenza di precedenti penali. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso, sottolineando che la misura carceraria era l'unica adeguata, poiché l'attività illecita si svolgeva nell'abitazione dell'indagato, rendendo inefficaci gli arresti domiciliari.
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Attenuanti generiche: quando il giudice può negarle
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro il diniego delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha ribadito che, specialmente dopo la riforma del 2008, la concessione di tali circostanze non è un diritto automatico derivante dalla sola assenza di precedenti penali. È necessaria la presenza di elementi positivi che giustifichino una riduzione della pena, e il giudice può motivare il diniego facendo riferimento a elementi negativi decisivi o alla mancanza di aspetti positivi.
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Attenuanti generiche: quando il giudice può negarle
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per reati fiscali, il quale lamentava il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Corte ha ribadito che, a seguito della riforma del 2008, la sola incensuratezza non è più sufficiente per la concessione del beneficio. Il diniego è legittimamente motivato anche solo con l'assenza di elementi positivi idonei a giustificare una riduzione di pena.
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Attenuanti generiche: quando il giudice può negarle
Un giovane condannato per furto aggravato ricorre in Cassazione lamentando la mancata concessione delle attenuanti generiche. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che, ai fini del beneficio, non sono sufficienti la giovane età e l'assenza di precedenti penali. È necessaria la presenza di elementi positivi, come la collaborazione o il pentimento, che nel caso di specie mancavano del tutto. La decisione conferma un orientamento rigoroso sulla valutazione delle attenuanti generiche.
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Valutazione esigenze cautelari: il ruolo del giudice
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di arresti domiciliari per possesso di arma clandestina. Sebbene abbia confermato la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza a carico di una donna, ha criticato la valutazione delle esigenze cautelari fatta dal Tribunale del Riesame. Secondo la Corte, il giudice non ha considerato adeguatamente l'assenza di precedenti penali (incensuratezza) dell'indagata e ha basato il pericolo di recidiva su un presunto legame con ambienti criminali non supportato da prove concrete, rendendo necessaria una nuova e più approfondita analisi.
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Giudizio prognostico e misura cautelare: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di arresti domiciliari perché il tribunale del riesame, dopo aver escluso un'importante circostanza aggravante, non ha effettuato un nuovo giudizio prognostico. Questa nuova valutazione era necessaria per considerare la concedibilità della sospensione condizionale della pena, tenendo conto dell'incensuratezza dell'indagata. La Corte ha invece respinto il motivo relativo alla mancata trasmissione di atti ritenuti favorevoli, giudicandolo generico.
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Esigenze cautelari: la Cassazione e il reato di spaccio
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un indagato contro l'ordinanza di arresti domiciliari per spaccio di lieve entità. Vengono confermate le esigenze cautelari basate sulla sistematicità dell'attività e sulla pervicacia dimostrata, ritenendo l'incensuratezza dell'imputato un fattore non decisivo.
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Attenuanti generiche: la discrezionalità del giudice
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per traffico di un ingente quantitativo di cocaina. La Corte ribadisce che il diniego delle attenuanti generiche rientra nella discrezionalità del giudice di merito, che può basarsi sulla gravità del reato e sulle modalità della condotta, essendo irrilevante la sola incensuratezza del reo.
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Motivazione pena: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che lamentava una pena eccessiva. La decisione sottolinea che, se la motivazione pena è logica e completa, valutando gravità dei fatti e pericolosità sociale, l'appello basato sulla sola entità della sanzione è infondato. La mancanza di precedenti penali era già stata considerata con la concessione delle attenuanti generiche.
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Attenuanti generiche: quando la Cassazione le nega
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per tentato omicidio e rapina. La richiesta di concedere la prevalenza delle attenuanti generiche sulle aggravanti è stata respinta a causa della particolare gravità del fatto e della mancanza di elementi favorevoli significativi, confermando la valutazione del giudice di merito.
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