La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per evasione presentato da una persona agli arresti domiciliari. L'imputato si era difeso invocando lo 'stato di necessità', affermando di essersi allontanato perché senza cibo da 24 ore. I giudici hanno respinto la sua tesi, stabilendo che il ricorso mirava a una nuova valutazione dei fatti, non permessa in sede di legittimità. Inoltre, la giustificazione dello stato di necessità non era stata né provata né sollevata nel precedente grado di giudizio, risultando quindi un argomento tardivo. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e la condanna è diventata definitiva.
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