Il Tribunale condannava l'Imputato per guida in stato di ebbrezza. L'Imputato proponeva appello chiedendo le attenuanti generiche e la libertà controllata, ma la Corte d'Appello dichiarava il ricorso inammissibile per genericità dei motivi. L'Imputato ricorreva quindi in Cassazione. La Suprema Corte ha confermato l'inammissibilità dell'appello, ribadendo che l'impugnazione deve contestare in modo specifico e puntuale le singole motivazioni della sentenza di primo grado. Nel caso di specie, l'atto di appello si limitava a richiamare elementi astratti, come la giovane età e la scarsa scolarizzazione, senza confrontarsi con la motivazione del primo giudice, fondata sui numerosi precedenti penali del soggetto. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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