La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per un uomo accusato di associazione a delinquere e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, legato al trasporto di migranti in Italia. La difesa sosteneva che il tempo trascorso dai fatti escludesse il pericolo di recidiva. I giudici hanno invece ribadito che, per reati così gravi, opera una presunzione di pericolosità che non viene meno con il semplice decorso del tempo, specialmente se breve, come i sette mesi rilevati nel caso specifico. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, condannando l'indagato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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