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74 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Appello sulle spese: giudice non può decidere il merito
Un medico ha impugnato una sentenza limitatamente alla condanna al pagamento delle spese legali. La Corte d'Appello, pur accogliendo il gravame sulle spese, ha riesaminato il merito della causa, condannando nuovamente l'appellante. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione per vizio di extrapetizione, chiarendo che l'appello sulle spese non consente al giudice di pronunciarsi sul merito, ormai passato in giudicato. Di conseguenza, l'appellante, risultato vittorioso sull'unico punto contestato, non poteva essere condannato a pagare le spese del secondo grado.
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Rinuncia al ricorso: spese legali e conseguenze
Un gruppo di medici, dopo aver perso in primo e secondo grado una causa per il risarcimento danni da tardiva attuazione di direttive comunitarie, ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima dell'udienza, hanno presentato una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio ma ha condannato i medici a pagare una parte delle spese legali, motivando la decisione con la tardività della rinuncia, che non ha esonerato la controparte dal preparare le proprie difese.
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Responsabilità sindaco: dovere di vigilanza e colpa
Un sindaco di una società fallita è stato condannato per non aver vigilato sull'amministratore. La Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che la responsabilità del sindaco sussiste anche per fatti precedenti al suo incarico se non si attiva per fermare l'illegalità. L'omessa vigilanza è causa del danno.
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Spese di lite contumace: chi paga se non fai appello?
Un creditore ottiene la revoca di una vendita immobiliare. L'acquirente appella la decisione. Gli eredi del venditore, non partecipando all'appello (rimanendo contumaci), vengono comunque condannati in solido a pagare le spese legali. La Corte di Cassazione ha annullato tale condanna, stabilendo che le spese di lite del contumace non sono dovute se questi non ha causato la prosecuzione del giudizio, applicando il principio di causazione.
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Rinuncia al ricorso: niente doppia tassa per chi cede
La Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso. Con l'ordinanza n. 7105/2024, ha stabilito che la parte rinunciante non è tenuta al versamento del doppio del contributo unificato, a differenza di chi prosegue con un ricorso incidentale infondato, che viene invece condannato al pagamento. La Corte ha dichiarato estinto il giudizio principale e rigettato quello incidentale, condannando entrambi i ricorrenti in solido al pagamento delle spese legali della controparte.
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Rinuncia al ricorso: no al doppio contributo unificato
La Cassazione chiarisce che la rinuncia al ricorso principale ne causa l'estinzione, escludendo il doppio contributo per il rinunciante. Tuttavia, il ricorso incidentale adesivo viene rigettato, con condanna al versamento del contributo aggiuntivo per il ricorrente incidentale.
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Correzione errore materiale: la guida completa
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale di una propria sentenza a causa dell'omessa condanna del responsabile civile, un'importante società di servizi, al pagamento delle spese legali in solido con l'imputato principale. L'ordinanza, accogliendo l'istanza delle parti civili, ha integrato la decisione originale, ristabilendo la piena responsabilità della società per le spese di lite.
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Ricorso in malafede: condanna dell’amministratore
Una società di costruzioni impugna la dichiarazione di apertura della liquidazione controllata, sostenendo che i debiti fossero inferiori alla soglia di legge. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, evidenziando la sua palese infondatezza. A causa del palese ricorso in malafede, la Corte ha condannato non solo la società, ma anche il suo legale rappresentante, in solido, al pagamento di tutte le spese legali.
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Rationes decidendi: appello inammissibile? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione di inammissibilità di un appello. I giudici hanno stabilito che, per superare il vaglio di ammissibilità, è sufficiente che l'appellante contesti tutte le 'rationes decidendi' (le ragioni giuridiche) della sentenza di primo grado, anche se le argomentazioni a sostegno di una di esse sono sintetiche o scarse. Il caso riguardava una condanna per danni a un immobile, basata su due distinti articoli del codice civile (2043 e 2051). La Corte d'Appello aveva erroneamente ritenuto che l'appellante avesse criticato solo una delle due basi giuridiche, mentre la Cassazione ha ritenuto che la contestazione generale della propria responsabilità fosse sufficiente a coprirle entrambe.
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Remissione di querela: annullamento sentenza Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello a seguito della remissione di querela da parte della persona offesa. Tale atto ha determinato l'estinzione del reato, portando alla chiusura del procedimento. Gli imputati sono stati condannati in solido al pagamento delle spese processuali, come conseguenza diretta della decisione.
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Correzione errore materiale: spese legali parti civili
La Corte di Cassazione, tramite ordinanza, ha effettuato una correzione di errore materiale su una propria precedente sentenza. L'errore consisteva nell'omessa pronuncia sulla liquidazione delle spese legali a favore delle parti civili costituite, nonostante i ricorsi degli imputati fossero stati dichiarati inammissibili. Con questo provvedimento, la Corte ha integrato la decisione originale, condannando i ricorrenti in solido al pagamento delle spese sostenute dalle parti civili, quantificandone l'importo.
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Impugnazione decreto ingiuntivo: appello o ricorso?
Un avvocato ottiene un decreto ingiuntivo contro gli eredi di un cliente. Il decreto, inizialmente emesso per un pagamento solidale, viene corretto per disporre un pagamento pro quota. L'avvocato appella la decisione, ma la Corte di Cassazione dichiara l'appello inammissibile. La sentenza chiarisce che, a causa del rito speciale applicato nel giudizio di opposizione, l'unico rimedio esperibile era il ricorso diretto in Cassazione, non l'appello. Il caso evidenzia l'importanza di scegliere il corretto strumento di impugnazione del decreto ingiuntivo.
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Cessione ramo d’azienda: quando è illegittima?
Un gruppo di lavoratori ha impugnato la cessione del ramo d'azienda in cui erano impiegati. Il Tribunale del Lavoro ha dichiarato l'operazione di cessione ramo d'azienda illegittima, ordinando il ripristino immediato dei rapporti di lavoro con l'azienda cedente alle medesime condizioni precedenti. Le due società coinvolte sono state condannate in solido al pagamento delle spese legali.
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Riduzione del prezzo: roulotte difettosa e tutela
Un acquirente cita in giudizio il venditore per aver acquistato una roulotte con gravi difetti. A fronte della contumacia dei venditori e delle prove testimoniali, il Tribunale ha concesso una significativa riduzione del prezzo, basandosi sul Codice del Consumo. La richiesta di risarcimento danni è stata invece respinta per mancanza di prove specifiche sul danno subito.
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