L'Imputato, condannato per il reato di porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la nullità del processo. La difesa sosteneva che la Notifica al familiare convivente dell'ordinanza di modifica dell'imputazione fosse invalida, in quanto la madre dell'imputato non avrebbe convissuto stabilmente con il figlio. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso del tutto inammissibile. I giudici hanno chiarito che, ai fini della validità della consegna degli atti, per familiare convivente si intende anche chi si trova temporaneamente nella casa di abitazione del destinatario, creando un ragionevole affidamento nell'ufficiale giudiziario. Di conseguenza, L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese del processo e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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