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Improponibilità

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44 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Istanza di rimborso generica: inammissibile il ricorso
Una pensionata ha richiesto un rimborso fiscale tramite un'istanza di rimborso generica, omettendo di specificare gli importi versati e la somma richiesta. Nonostante le corti di merito le avessero dato ragione, la Corte di Cassazione ha dichiarato la domanda originale inammissibile. La Corte ha stabilito che una richiesta così vaga non può generare un "silenzio-rifiuto" valido (un rigetto implicito) e, di conseguenza, non può essere oggetto di ricorso in tribunale. Il caso è stato chiuso senza riesame nel merito.
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Frazionamento del credito: la Cassazione cambia rotta
Una struttura sanitaria fraziona un credito verso un ente pubblico. Le Sezioni Unite della Cassazione stabiliscono che, in presenza di un giudicato parziale che impedisce di riunire le cause, la domanda successiva non può essere dichiarata improponibile. Il giudice deve decidere nel merito, sanzionando l'abusivo frazionamento del credito attraverso la condanna alle spese processuali, anche per la parte vincitrice.
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Transazione TFR: quando copre anche il non detto
Un ex dipendente, dopo aver firmato un accordo di conciliazione giudiziale con il suo ex datore di lavoro, ha agito in giudizio per ottenere il pagamento del trattamento di fine rapporto (TFR). La Corte d'Appello ha dichiarato la sua domanda improponibile, ritenendo che la transazione TFR, definita "omnicomprensiva", precludesse qualsiasi ulteriore pretesa, anche se non esplicitamente menzionata. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso del lavoratore. La Suprema Corte ha sottolineato che l'interpretazione del giudice di merito, basata sulla volontà delle parti di chiudere ogni pendenza legata al rapporto di lavoro, era corretta e non sindacabile, evidenziando inoltre numerosi profili di inammissibilità nel ricorso presentato.
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Pagamento diretto CIGS: serve una nuova domanda all’INPS?
Una lavoratrice, a cui era stata concessa la Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria (CIGS), non ha mai ricevuto il pagamento dal suo datore di lavoro, successivamente fallito. La Corte d'Appello aveva respinto la sua richiesta di pagamento diretto CIGS da parte dell'INPS, ritenendola improponibile per mancanza di una specifica domanda amministrativa. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, stabilendo che la domanda originaria presentata dal datore di lavoro è sufficiente per fondare il diritto del lavoratore a richiedere il pagamento direttamente all'INPS, senza necessità di un nuovo e autonomo iter amministrativo.
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