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Immediatezza

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28 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rapina impropria: quando la fuga si trasforma in reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per rapina impropria a carico di un individuo che, dopo aver sottratto merce in un supermercato, ha usato violenza per tentare la fuga. La sentenza chiarisce che per configurare il reato è sufficiente la sottrazione del bene, anche senza il pieno impossessamento, se seguita immediatamente dalla violenza per assicurarsi l'impunità, in un contesto di quasi-flagranza.
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Rapina impropria: quando la violenza è immediata
La Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per rapina impropria in concorso. La Corte ha confermato che per la rapina impropria è sufficiente un breve lasso di tempo tra furto e violenza, anche se quest'ultima avviene in un luogo diverso. La complicità sussiste anche con un contributo minimo alla commissione del delitto.
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Rapina impropria: quando la violenza è immediata?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per rapina impropria nei confronti di un uomo che, dopo aver sottratto delle bottiglie da un supermercato e averle restituite una volta scoperto, ha usato violenza tentando di investire una dipendente per garantirsi la fuga. La Corte ha stabilito che un intervallo di 10-15 minuti tra la sottrazione e la violenza non interrompe il nesso di 'immediatezza' richiesto dalla legge, e che per la consumazione del reato è sufficiente la sola sottrazione del bene, anche senza un effettivo impossessamento.
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Rapina impropria: quando la violenza la configura
La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per rapina aggravata, stabilendo che si configura il reato di rapina impropria anche quando la violenza per assicurarsi il bottino o l'impunità avviene in un momento e luogo diversi dalla sottrazione. La Corte ha ribadito che il nesso di immediatezza va inteso in senso finalistico e non strettamente cronologico, respingendo il ricorso dell'imputato che chiedeva la riqualificazione del fatto in furto.
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Rapina impropria: quando si configura il reato?
Un individuo, dopo aver rubato un'auto, usa violenza contro i carabinieri per fuggire. La difesa contesta il reato di rapina impropria per il tempo trascorso tra furto e violenza. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, confermando la condanna. La sentenza chiarisce che il requisito dell'"immediatezza" non è un rigido limite temporale, ma è assimilabile alla condizione di flagranza o quasi flagranza, come quando si viene sorpresi con le tracce del reato.
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Rapina impropria: quando il furto diventa rapina?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per rapina impropria, il quale chiedeva la riqualificazione del reato in furto. La Corte ha ribadito che l'immediatezza tra la sottrazione del bene e la violenza non è solo temporale, ma un nesso causale continuo. Anche a distanza di ore, la violenza per assicurarsi la fuga costituisce rapina impropria. Negata anche l'attenuante del danno lieve, data la gravità della violenza perpetrata.
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Dimissioni per giusta causa: quando il ritardo è grave?
Un lavoratore si è dimesso per giusta causa a causa di ritardi nel pagamento di alcune voci retributive. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei giudici di merito, negando la sussistenza delle dimissioni per giusta causa. La Corte ha ritenuto decisivo il fatto che il lavoratore avesse atteso oltre quattro mesi dal saldo delle somme per rassegnare le dimissioni, dimostrando così che l'inadempimento non era talmente grave da impedire la prosecuzione del rapporto e rendendo il recesso pretestuoso.
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Rapina impropria: immediatezza e concorso nel reato
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di rapina impropria, chiarendo il concetto di 'immediatezza' tra la sottrazione del bene e la successiva violenza. Due individui, dopo un furto in un negozio, hanno minacciato il gestore e una commessa a distanza di 10-15 minuti. La Corte ha confermato la condanna per rapina impropria, stabilendo che un tale lasso di tempo non interrompe l'unitarietà dell'azione finalizzata a garantirsi l'impunità o il possesso del bottino. La sentenza ha inoltre corretto un errore materiale della Corte d'Appello, che aveva erroneamente attribuito una circostanza attenuante a un imputato anziché all'altro, e ha confermato l'aggravante del fatto commesso da più persone riunite.
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