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Ictu Oculi — Anno 2024

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211 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ictu Oculi

Provvedimenti

Prescrizione e assoluzione: quando prevale la prima?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato i cui reati di peculato erano stati dichiarati estinti per prescrizione in appello. La Corte ha stabilito che la prescrizione prevale su una possibile assoluzione nel merito quando le prove dell'innocenza non sono immediatamente evidenti, ma richiedono un'analisi complessa, come nel caso di specie.
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Procedimento de plano: illegittimo senza udienza
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza emessa con procedimento de plano da un giudice dell'esecuzione. Il caso riguardava la richiesta di applicazione di una circostanza attenuante a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale. La Cassazione ha stabilito che, quando la decisione non si basa su una palese inammissibilità ma richiede una valutazione di merito, è nullo il provvedimento emesso senza la celebrazione di un'udienza in contraddittorio tra le parti.
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Ricorso per cassazione: inammissibile senza prova
Tre individui, il cui reato di furto aggravato era stato dichiarato estinto per prescrizione, hanno presentato un ricorso per cassazione cercando un'assoluzione piena. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché la prova della loro innocenza non era immediatamente evidente ('ictu oculi') e l'appello mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Revisione penale: i requisiti della nuova prova
Due soggetti condannati per abusi edilizi hanno richiesto la revisione penale del processo, sostenendo di avere nuove prove che dimostravano la prescrizione del reato. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità della richiesta, chiarendo che le prove presentate erano lacunose, vaghe e non decisive. La sentenza ribadisce i rigidi requisiti per la revisione penale, che è un rimedio straordinario e non una nuova istanza di appello.
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Ricorso straordinario: quando l’errore non è decisivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso straordinario per errore di fatto, presentato da un imputato che lamentava un'inesatta descrizione della sua posizione processuale in una precedente ordinanza. La Corte ha stabilito che, affinché tale rimedio sia ammissibile, l'errore commesso deve essere 'decisivo', ovvero tale da aver condotto a una decisione diversa da quella che si sarebbe altrimenti presa. Nel caso di specie, l'errore non ha influenzato l'esito finale, rendendo il ricorso infondato.
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Ricorso inammissibile per rapina: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per rapina. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano una mera riproposizione di argomenti già respinti in appello e miravano a una inammissibile rivalutazione dei fatti. Inoltre, ha ritenuto infondata la richiesta di applicazione dell'attenuante della lieve entità, data la gravità delle lesioni inflitte alla vittima.
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Rinnovazione istruttoria: quando non è necessaria
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato in appello per falso dopo un'assoluzione in primo grado. Non era necessaria la rinnovazione istruttoria perché la Corte d'Appello ha basato la sua decisione sulla valutazione diretta del documento falsificato, ritenuto non un falso grossolano, e non sulla rilettura di prove dichiarative.
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Assoluzione ex art. 129 c.p.p.: quando è esclusa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata che, pur beneficiando della prescrizione, chiedeva una piena assoluzione. La Suprema Corte ha ribadito che l'assoluzione ex art. 129 c.p.p. prevale sulla prescrizione solo se l'innocenza è di palese evidenza ('ictu oculi') e non richiede approfondimenti istruttori, condizione non riscontrata nel caso di specie, dove la falsità del documento era emersa solo dopo accurate indagini.
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Responsabilità della banca per assegni falsi: il caso
La Cassazione chiarisce i limiti della responsabilità della banca in caso di assegni circolari falsi. Se la falsificazione non è evidente e la verifica è informale, la banca non è necessariamente responsabile. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'azienda che chiedeva un riesame dei fatti, confermando che il giudizio di Cassazione non può sostituirsi alla valutazione del merito.
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Deindicizzazione notizie: quando sorge il diritto?
Un individuo, coinvolto in una vicenda penale del 2013 e poi assolto, ha chiesto a diverse testate giornalistiche la deindicizzazione e l'aggiornamento degli articoli che lo riguardavano. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, specificando che il diritto a richiedere la deindicizzazione sorge principalmente dopo la sentenza di assoluzione definitiva, non essendo sufficiente il solo trascorrere del tempo. La Corte ha ritenuto le richieste premature e in parte infondate, confermando la necessità di bilanciare il diritto di cronaca con il diritto all'oblio del singolo.
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Credibilità vittima minorenne: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 39482/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un padre condannato per abusi sessuali sulla figlia. La decisione si concentra sui rigorosi criteri per la valutazione della credibilità della vittima minorenne, confermando che la sua testimonianza, se attentamente vagliata, può essere sufficiente per la condanna. La Corte ha ribadito che la rinnovazione della perizia in appello è un evento eccezionale e ha rigettato le censure sulla gestione della testimonianza e sulla mancata concessione di attenuanti.
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