LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Iato Temporale

Pagina 2 di 2

33 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Continuazione reato: Cassazione nega il vincolo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15889/2024, ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento della continuazione reato tra diverse condanne. La Corte ha confermato la decisione del giudice dell'esecuzione, sottolineando che un ampio iato temporale tra i fatti, la diversità del modus operandi e dei contesti territoriali sono elementi che escludono l'esistenza di un medesimo disegno criminoso, requisito fondamentale per l'applicazione dell'istituto.
Continua »
Reato continuato: il tempo può spezzare il legame
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per usura ed estorsione. La Corte conferma che un notevole intervallo temporale (nella specie, quattro anni) tra diverse condotte criminose può interrompere l'unicità del disegno criminoso, impedendo il riconoscimento del reato continuato e configurando piuttosto una reiterazione di reati dovuta a una generale inclinazione a delinquere.
Continua »
Continuazione reati: no se c’è iato temporale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento della continuazione tra due reati di associazione mafiosa. La Corte ha stabilito che un enorme iato temporale (oltre dieci anni) tra le due condotte, unito alla diversa composizione dei gruppi criminali e all'assenza di legami tra essi, esclude l'esistenza di un unico disegno criminoso, requisito fondamentale per la continuazione reati associativi.
Continua »
Continuazione reati: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva l'applicazione della continuazione tra reati. La decisione si fonda sull'eccessivo lasso di tempo, superiore a undici anni, intercorso tra i diversi illeciti, e sulla diversità dei luoghi e delle modalità di esecuzione. Tali elementi, secondo la Corte, sono incompatibili con l'esistenza di un unico e preordinato disegno criminoso, requisito fondamentale per poter beneficiare del trattamento sanzionatorio più favorevole previsto dalla continuazione.
Continua »
Vincolo della continuazione: quando è escluso?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per il riconoscimento del vincolo della continuazione. La Corte ha stabilito che un ampio iato temporale (superiore a due anni), la diversità dei luoghi di commissione e la differente qualificazione giuridica dei reati sono elementi sufficienti per escludere l'esistenza di un unico programma criminoso, confermando la decisione del giudice dell'esecuzione.
Continua »
Continuazione tra reati: no se c’è un lungo iato temporale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva l'applicazione della continuazione tra reati. La Corte ha confermato la decisione del giudice dell'esecuzione, sottolineando che un amplissimo iato temporale (circa tre anni) e la diversità dei luoghi di commissione dei reati sono elementi sufficienti a escludere l'esistenza di un unico disegno criminoso, requisito fondamentale per il riconoscimento della continuazione.
Continua »
Reato Continuato: quando i reati non sono collegati
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30395/2024, ha respinto la richiesta di riconoscimento del reato continuato per una serie di illeciti. La decisione si fonda sulla constatazione di un notevole lasso di tempo (circa cinque anni) tra i fatti, sulla diversità dei luoghi di commissione e sulla differente tipologia di sostanze illecite coinvolte. Questi elementi, secondo la Corte, sono sufficienti a escludere l'esistenza di un unico e premeditato disegno criminoso, requisito essenziale per l'applicazione di tale istituto.
Continua »
Continuazione tra reati: no con 7 anni di distanza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso che chiedeva il riconoscimento della continuazione tra reati. La Corte ha stabilito che un intervallo temporale di oltre sette anni tra i fatti delittuosi è un elemento decisivo per escludere l'esistenza di un medesimo disegno criminoso, rendendo la decisione del secondo reato estemporanea e non parte di un piano originario.
Continua »
Continuazione tra reati: quando si applica?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva di applicare la disciplina della continuazione tra reati. La Corte ha stabilito che, per riconoscere un disegno criminoso unitario, non basta la generica ripetizione di condotte illecite. È necessaria una programmazione iniziale che leghi tutti i reati, anche quelli commessi a distanza di tempo, cosa che nel caso di specie mancava a causa della diversità dei reati (corruzione e riciclaggio rispetto a reati precedenti), del notevole intervallo temporale e del coinvolgimento di soggetti diversi.
Continua »
Pensione di anzianità: no se il lavoro continua
La Corte di Cassazione nega il diritto alla pensione di anzianità a una lavoratrice che, dopo le dimissioni, è stata immediatamente riassunta dallo stesso datore di lavoro con un contratto part-time. La Corte ha ritenuto tale operazione una cessazione simulata del rapporto di lavoro, confermando l'annullamento della pensione da parte dell'ente previdenziale e la richiesta di restituzione delle somme percepite, data la provata mala fede della ricorrente.
Continua »
Continuazione reati: no se c’è ampio iato temporale
La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta di applicazione della continuazione reati tra un illecito fiscale e due successive bancarotte. La Corte ha stabilito che l'eccessiva distanza temporale tra i fatti (il primo del 2000-2001, gli altri relativi a fallimenti del 2013 e 2018) è un indice inequivocabile dell'assenza di un unico disegno criminoso, requisito fondamentale per riconoscere la continuazione.
Continua »
Continuazione tra reati: no con lungo iato temporale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva il riconoscimento della continuazione tra reati per spaccio. La decisione si fonda sul significativo iato temporale (oltre un anno e cinque mesi) tra i fatti, ritenuto incompatibile con l'esistenza di un unico e preordinato programma criminoso, elemento essenziale per l'applicazione dell'istituto.
Continua »
Continuazione tra reati: il tempo è un fattore chiave
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva il riconoscimento della continuazione tra reati commessi a circa 30 anni di distanza. La Corte ha stabilito che un così ampio 'iato temporale' è un elemento decisivo per escludere l'esistenza di un medesimo disegno criminoso, confermando la decisione della Corte d'Appello e ribadendo che la valutazione del merito non è consentita in sede di legittimità.
Continua »