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Grimaldello

10 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Strumento utilizzato per scassinare o forzare serrature, considerato l'archetipo degli attrezzi da scasso menzionati dalla legge.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Martellino frangivetro: scatta il possesso ingiustificato di grimaldelli
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna penale nei confronti di un individuo sorpreso con un martellino frangivetro. L'imputato sosteneva che tale oggetto non costituisse uno strumento di scasso punibile secondo la legge penale. I giudici supremi hanno respinto la linea difensiva qualificando l'attrezzo come mezzo idoneo a superare difese patrimoniali. La condotta integra pienamente il reato di possesso ingiustificato di grimaldelli previsto dall'articolo 707 del codice penale. Il ricorso della difesa è stato dichiarato inammissibile a causa della genericità delle censure e della manifesta contrarietà rispetto agli orientamenti consolidati. L'imputato perde definitivamente la causa ed è obbligato a pagare le spese del procedimento insieme a una pesante sanzione economica a favore della cassa delle ammende.
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Fuga e possesso ingiustificato di grimaldelli: condanna
Un uomo ha subito un controllo di polizia durante il quale ha tentato la fuga senza fornire alcuna spiegazione valida per gli strumenti da scasso che portava con sé. I giudici di merito lo hanno condannato a tre mesi di arresto per il reato di possesso ingiustificato di grimaldelli e chiavi alterate. L'imputato ha presentato ricorso per Cassazione, lamentando vizi di motivazione e violazione di legge. I Supremi Giudici hanno dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione perché formulata con doglianze generiche e prive del necessario confronto critico con la decisione d'appello. L'imputato perde definitivamente la causa penale e deve versare tremila euro alla Cassa delle ammende oltre alle spese processuali.
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Possesso ingiustificato di grimaldelli: condanna confermata
L'Imputato è stato fermato con tre cacciaviti, di cui uno idoneo ad avviare un ciclomotore con il quadro elettrico manomesso. I giudici di merito hanno confermato la responsabilità penale per il possesso ingiustificato di grimaldelli e attrezzi atti allo scasso. La difesa ha invocato la particolare tenuità del fatto per evitare la sanzione. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta per via dei precedenti penali dell'uomo. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, evidenziando il chiaro contesto di illegalità e condannando il ricorrente alle spese e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Possesso ingiustificato di grimaldelli: no a scuse, è condanna
L'Imputato, gravato da precedenti penali per reati patrimoniali, è stato sorpreso dalle forze dell'ordine nei pressi di diversi motocicli in sosta con attrezzi idonei allo scasso. A causa dell'assenza di spiegazioni credibili, i giudici di merito lo hanno condannato per il reato di possesso ingiustificato di grimaldelli ex art. 707 c.p. L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione contestando la condotta sospetta, l'efficacia degli arnesi e sollevando dubbi di costituzionalità della norma. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile: le prime censure miravano a riesaminare i fatti già accertati nei precedenti gradi di giudizio, mentre la questione di incostituzionalità era già stata dichiarata infondata dalla Corte Costituzionale. L'Imputato è stato condannato alle spese e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Inammissibilità del ricorso per cassazione e condanna confermata
L'Imputato è stato condannato nei precedenti gradi di giudizio per tentato furto pluriaggravato e possesso ingiustificato di arnesi da scasso. Il soggetto ha proposto ricorso dinanzi alla Suprema Corte contestando genericamente la motivazione della sentenza d'appello, senza tuttavia formulare critiche puntuali. I giudici hanno stabilito l'inammissibilità del ricorso per cassazione per difetto di specificità dei motivi, confermando in via definitiva la responsabilità penale e condannando il ricorrente alle spese e a una sanzione di tremila euro.
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Possesso ingiustificato di grimaldelli: condanna e sanzione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna penale nei confronti di un soggetto accusato del reato di possesso ingiustificato di grimaldelli e chiavi alterate. Le forze dell'ordine avevano fermato l'individuo trovandolo in possesso di numerosi attrezzi atti allo scasso. I giudici hanno giudicato non credibili le giustificazioni fornite dall'imputato circa la lecita disponibilità degli strumenti, considerando anche il suo comportamento sospetto durante il controllo e i suoi precedenti penali. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso totalmente inammissibile a causa della genericità dei motivi presentati dalla difesa. L'imputato perde definitivamente la causa penale: deve scontare la condanna inflitta nei gradi precedenti, pagare integralmente le spese processuali e versare una somma pecuniaria pari a tremila euro in favore della Cassa delle ammende per aver proposto un'impugnazione priva dei requisiti minimi previsti dalla legge.
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Possesso ingiustificato di grimaldelli: condanna senza scuse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un automobilista, confermando la condanna per il reato di possesso ingiustificato di grimaldelli e porto di oggetti atti ad offendere. Le forze dell'ordine avevano rinvenuto gli attrezzi da scasso all'interno del veicolo di proprietà dell'uomo, il quale non ha fornito alcuna giustificazione attendibile o riscontrabile. I giudici di legittimità hanno ritenuto generici e manifestamente infondati i motivi di ricorso relativi alla colpevolezza e hanno dichiarato inammissibile la richiesta di attenuanti generiche, in quanto non proposta nel precedente grado di appello. L'imputato perde la causa e viene condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Semplici ferretti e possesso ingiustificato di grimaldelli
Un individuo viene fermato con due ferretti ricurvi di ventotto centimetri, di cui uno nastrato. La Corte d'Appello lo condanna per il reato di possesso ingiustificato di grimaldelli, ritenendo gli oggetti idonei a forzare serrature. L'imputato ricorre in Cassazione lamentando un vizio di motivazione e l'errata applicazione della legge penale. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. I giudici confermano che gli strumenti, per le loro caratteristiche intrinseche, costituiscono grimaldelli artigianali. La difesa si è limitata a riproporre censure già correttamente respinte in appello. Scatta quindi la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Spray al peperoncino: quando il porto è reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il porto abusivo di armi improprie nei confronti di un soggetto trovato in possesso di uno **spray al peperoncino** e di un grimaldello. La difesa ha tentato di invocare l'errore di fatto, sostenendo che l'imputato ignorasse l'illiceità del porto. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che il contesto del ritrovamento, caratterizzato dal possesso simultaneo di strumenti da scasso, esclude la finalità di autodifesa. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con conseguente condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Martelletto frangivetro: reato il suo possesso?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un individuo per il possesso ingiustificato di un martelletto frangivetro, ritenendolo uno strumento da scasso ai sensi dell'art. 707 del codice penale. La sentenza stabilisce che il termine 'serratura' deve essere interpretato in senso ampio, includendo qualsiasi sistema di chiusura che protegge uno spazio, compresi i vetri di porte o finestre. Di conseguenza, il possesso senza giustificato motivo di un martelletto frangivetro integra la fattispecie di reato.
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