La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31482/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero condannato per non aver rispettato un ordine di allontanamento. L'imputato sosteneva che il suo stato di indigenza costituisse un giustificato motivo immigrazione per la sua permanenza. La Corte ha ribadito che la povertà, da sola, non è sufficiente, essendo necessario dimostrare una situazione oggettiva che renda materialmente impossibile l'obbedienza all'ordine. La decisione sottolinea come l'onere della prova gravi sull'interessato e come il controllo della Cassazione sulla motivazione della sentenza sia limitato alla sua logicità e coerenza.
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