La Cassazione ha stabilito che per i buoni postali della serie Q/P, in caso di discrepanza, i tassi di interesse indicati dal timbro apposto sul retro del titolo prevalgono su quelli della stampa originaria. La sentenza protegge l'ente emittente, affermando che l'interpretazione del contratto deve considerare tutti gli elementi, non solo il dato letterale parziale, e si basa sulla normativa ministeriale di riferimento.
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