La Corte di Cassazione, con ordinanza del 17/05/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di evasione. La Suprema Corte ha ribadito che qualsiasi allontanamento non autorizzato dal luogo di detenzione domiciliare configura il reato, indipendentemente dalla durata o dalla distanza. È stata inoltre respinta la richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto a causa della pericolosità del soggetto, desunta dai suoi precedenti specifici. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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