La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità penale di un soggetto per tentato omicidio, avendo questi lanciato una bombola di gas con valvola aperta e fiamma accesa contro il proprio fratello. Nonostante la difesa sostenesse l'impossibilità di un'esplosione e l'assenza di perizie tecniche, i giudici hanno ritenuto l'azione idonea e univoca a cagionare la morte. Tuttavia, la sentenza è stata annullata con rinvio limitatamente all'aggravante dei futili motivi, poiché i giudici di merito non hanno approfondito la natura dei conflitti familiari preesistenti, necessari per qualificare correttamente la spinta criminale come banale o sproporzionata.
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