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Giudizio Prognostico — Anno 2025

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117 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Giudizio Prognostico

Provvedimenti

Detenzione domiciliare: no se c’è rischio recidiva
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto di un'istanza di detenzione domiciliare presentata da un uomo condannato per atti persecutori. La decisione si fonda sull'elevato rischio di recidiva, evidenziato da precedenti violazioni degli arresti domiciliari e nuove pendenze giudiziarie, ritenendo il percorso trattamentale intrapreso in carcere ancora troppo breve per garantire un reale cambiamento.
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Ricorso inammissibile: no a messa alla prova
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro la sentenza della Corte d'Appello che negava la messa alla prova e la pena sostitutiva. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza dei motivi, poiché mancavano sia un giudizio prognostico favorevole sull'imputato sia una condotta riparatoria, elementi essenziali per accedere ai benefici richiesti.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per resistenza a pubblico ufficiale. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza dei motivi, sia riguardo alla sussistenza del reato sia al diniego della sospensione condizionale della pena, giustificato dai precedenti dell'imputata. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una somma alla cassa delle ammende.
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Sanzioni sostitutive: quando il giudice può negarle
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per la mancata richiesta tempestiva delle sanzioni sostitutive in appello. La Corte sottolinea che, anche se la richiesta fosse stata tempestiva, i precedenti penali dell'imputato ne avrebbero comunque giustificato il diniego, dimostrando la sua immeritevolezza del beneficio.
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Affidamento in prova: valutazione della personalità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato contro il diniego dell'affidamento in prova. La decisione sottolinea che, per concedere la misura, non basta l'assenza di elementi negativi, ma serve una prognosi favorevole basata su elementi positivi concreti. Il giudizio del Tribunale di Sorveglianza, fondato su una ricaduta recente nella devianza e su informazioni negative, è stato ritenuto logico e non censurabile, poiché l'appello si limitava a una mera contestazione dei fatti.
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Pericolosità sociale: i criteri per la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una condannata, confermando che la valutazione della pericolosità sociale per la concessione dell'affidamento in prova deve basarsi su una pluralità di indici, non solo sull'assenza di legami con la criminalità organizzata. La disponibilità al volontariato o ruoli aziendali sono subvalenti rispetto alla gravità dei reati, ai precedenti e alla mancata revisione critica del passato.
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Misure alternative alla detenzione: quando sono negate
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego delle misure alternative alla detenzione per un uomo condannato per tentata estorsione. La decisione si basa sulla sua elevata pericolosità sociale, desunta da numerosi precedenti penali e recenti pendenze per truffa, ritenendo che sussista un concreto rischio di recidiva non contenibile con misure meno afflittive del carcere.
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Affidamento in prova: i criteri per la concessione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro il diniego dell'affidamento in prova. La decisione sottolinea che il Tribunale di Sorveglianza ha correttamente basato il suo giudizio prognostico negativo su elementi quali la gravità dei reati commessi, la condotta carceraria e, soprattutto, l'assenza di un percorso graduale di reinserimento, confermando il principio di progressività nell'accesso ai benefici penitenziari.
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Semilibertà: la revisione critica del condannato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro il diniego della semilibertà. La Corte ha sottolineato che un requisito essenziale per accedere al beneficio è una profonda e autentica revisione critica delle proprie scelte di vita devianti. Poiché il percorso di riflessione del ricorrente è stato ritenuto insufficiente dal tribunale di sorveglianza, e il ricorso si limitava a contestazioni di fatto non ammesse in sede di legittimità, la decisione è stata confermata.
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Misure alternative: non basta l’assenza di negatività
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato contro il rigetto della sua istanza di misure alternative (affidamento in prova e semilibertà). La Corte ha ribadito che per la concessione di tali benefici non è sufficiente l'assenza di indicatori negativi, ma è necessaria la presenza di elementi positivi che supportino un giudizio prognostico favorevole, volto a prevenire il pericolo di recidiva. La mancanza di un domicilio idoneo e la sola presenza di un'attività lavorativa non sono stati ritenuti sufficienti a fondare tale giudizio.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e precedenti
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per esercizio abusivo della professione. I motivi sono stati giudicati generici e riproduttivi di censure già vagliate. La richiesta di pene sostitutive è stata respinta a causa di un giudizio prognostico negativo basato sui precedenti penali dell'imputato, con conseguente condanna al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Pene sostitutive: no se c’è rischio di recidiva
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. La richiesta di applicazione delle pene sostitutive è stata respinta a causa di un giudizio prognostico negativo, basato sulla commissione di un ulteriore reato poco dopo il fatto in esame, indicando un concreto rischio di recidiva.
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Ricorso inammissibile: Cassazione chiarisce i motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per resistenza a pubblico ufficiale. La decisione si fonda sulla natura meramente ripetitiva dei motivi di appello, sulla genericità delle censure relative alla mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e sull'infondatezza delle richieste di pene sostitutive, già adeguatamente motivate dalla Corte territoriale con un giudizio prognostico negativo. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Oltraggio a pubblico ufficiale: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per oltraggio a pubblico ufficiale. L'ordinanza sottolinea che la contestazione sulla presenza di più persone è una questione di fatto non riesaminabile in sede di legittimità e che la negazione della sospensione condizionale della pena era giustificata dai precedenti e dalle modalità del reato.
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Responsabilità avvocato: il giudizio prognostico
Un cliente cita in giudizio il proprio avvocato per negligenza professionale dopo aver perso una causa di risarcimento danni per prescrizione. I tribunali respingono la richiesta, stabilendo che, anche se l'avvocato è stato negligente, il cliente non ha dimostrato che la causa originaria avrebbe avuto successo. La Corte di Cassazione conferma che questa valutazione, nota come giudizio prognostico, è una questione di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità se non per un palese errore di diritto, elemento chiave nella valutazione della responsabilità avvocato.
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Sospensione condizionale: no al diniego per clandestinità
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello nella parte in cui negava la sospensione condizionale della pena a due imputati, condannati per spaccio di lieve entità. Il diniego era basato unicamente sul loro status di immigrati irregolari, senza fissa dimora e senza lavoro. La Suprema Corte ha ribadito che tale condizione, da sola, non è sufficiente a giustificare un giudizio prognostico negativo, specialmente in presenza di un imputato incensurato. Per il resto, la condanna per la responsabilità penale è stata confermata.
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Perdita di chance: come si prova il danno?
Una lavoratrice ha citato in giudizio un'azienda sanitaria pubblica per non averle conferito un incarico direttivo, sostenendo l'illegittimità della procedura di selezione. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha respinto il ricorso, chiarendo che per ottenere un risarcimento per perdita di chance non basta dimostrare l'irregolarità della selezione, ma è necessario provare una 'significativa probabilità' di successo. La Corte ha stabilito che il giudice di merito ha correttamente compiuto una valutazione prognostica comparando i profili dei candidati, e tale valutazione, se ben motivata, non è sindacabile in sede di legittimità.
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