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Giudizio Di Cassazione

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91 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Estinzione del giudizio: la guida completa al caso
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio tributario a seguito della mancata richiesta di decisione del ricorso da parte del ricorrente, dopo la proposta di definizione agevolata. Il decreto analizza l'applicazione dell'art. 380-bis c.p.c., chiarendo che il silenzio del ricorrente equivale a una rinuncia. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali a favore dell'Agenzia delle Entrate.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Una società ha presentato ricorso in Cassazione contro il fallimento di un'altra S.r.l. unipersonale. In seguito, la società ricorrente ha formalizzato la rinuncia al ricorso e la controparte l'ha accettata. La Corte di Cassazione, verificati i requisiti di legge, ha dichiarato l'estinzione del giudizio con decreto, senza statuire sulle spese processuali data l'accettazione della controparte.
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Estinzione giudizio Cassazione: il caso 380-bis c.p.c.
Una società ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza del Tribunale. A seguito della proposta di definizione del giudizio formulata ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., la società ricorrente non ha chiesto la decisione del ricorso entro il termine di quaranta giorni. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio Cassazione, equiparando il silenzio della parte a una rinuncia al ricorso. Non è stata emessa alcuna statuizione sulle spese legali, poiché la controparte non si è costituita in giudizio.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
Un gruppo imprenditoriale rinuncia al proprio ricorso in Cassazione contro un istituto di credito. A seguito dell'accettazione della controparte, la Suprema Corte dichiara l'estinzione del giudizio, senza pronunciarsi sulle spese legali, chiudendo definitivamente la controversia a quel livello. Il caso evidenzia come la rinuncia accettata sia uno strumento per terminare il contenzioso.
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Estinzione del giudizio: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso tributario. Una società, dopo aver presentato ricorso, non ha chiesto la decisione entro 40 giorni dalla proposta di definizione del giudizio. Tale silenzio, secondo la legge, equivale a una rinuncia, comportando la chiusura del processo e la condanna al pagamento delle spese legali a favore dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione.
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Trasparenza bancaria: TAN assente, contratto valido?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto di finanziamento è valido anche se non indica esplicitamente il TAN (Tasso Annuo Nominale), a condizione che siano presenti il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) e un piano di ammortamento. Secondo la Corte, questi elementi sono sufficienti per garantire la trasparenza bancaria, poiché permettono al mutuatario di determinare con facilità il TAN e di comprendere l'intero costo del finanziamento.
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Estinzione del giudizio: le conseguenze dell’inerzia
Un decreto della Cassazione chiarisce che l'inerzia del ricorrente dopo la proposta di definizione del giudizio comporta l'estinzione del giudizio stesso. La mancata richiesta di decisione entro 40 giorni equivale a rinuncia, con condanna alle spese.
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Estinzione del giudizio: la guida completa al caso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso tra una società di trasporti e un ex dipendente. La decisione è stata presa perché la società ricorrente non ha dato seguito alla proposta di definizione del giudizio entro il termine di quaranta giorni, comportamento che la legge interpreta come una rinuncia al ricorso. Di conseguenza, la società è stata condannata a pagare le spese legali alla controparte.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della mancata richiesta di decisione da parte del ricorrente entro 40 giorni dalla comunicazione della proposta di definizione. Tale inerzia, ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., equivale a una rinuncia al ricorso, comportando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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Estinzione del giudizio: silenzio dopo la proposta
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a carico di una società che, dopo aver ricevuto una proposta di definizione del ricorso, non ha richiesto una decisione entro il termine di 40 giorni. Tale silenzio, ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., equivale a una rinuncia al ricorso, con conseguente condanna al pagamento delle spese legali a favore delle agenzie fiscali resistenti.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
Una società del settore scommesse ha impugnato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale. In Cassazione, è stata formulata una proposta di definizione del giudizio ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c. La società non ha dato seguito alla proposta nel termine previsto. La Suprema Corte, di conseguenza, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia presunta, condannando la ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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