La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di un giudice dell'esecuzione che negava la continuazione tra reati di associazione mafiosa ed estorsione. Il motivo principale è l'eccessivo lasso di tempo tra l'affiliazione al clan, risalente ai primi anni '80, e la commissione dell'estorsione, avvenuta alla fine degli anni '90. Tale distanza temporale, secondo la Corte, è incompatibile con l'esistenza di un medesimo disegno criminoso, elemento essenziale per riconoscere la continuazione tra reati.
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