L'Imputato entra in casa della Vittima con il suo permesso per discutere. Approfittando di un momento di assenza della donna, le sottrae chiavi, passaporto e cellulare. L'uomo contesta l'accusa di furto in abitazione, sostenendo di aver commesso solo un furto semplice poiché l'ingresso era autorizzato. La Corte di Cassazione respinge il ricorso. I giudici confermano che la condanna è valida anche se basata solo sulla denuncia della Vittima, diventata introvabile. Inoltre, la Corte stabilisce un principio fondamentale: se il ricorso è inammissibile, non si può applicare la prescrizione del reato maturata dopo la sentenza di appello. L'Imputato perde la causa, riceve la condanna definitiva per furto in abitazione e deve pagare le spese processuali più una sanzione economica.
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