La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31806/2024, ha affrontato il caso di una lavoratrice sanitaria che, dopo la fusione dell'ospedale in cui lavorava con un'altra Azienda Sanitaria, si è vista negare un compenso accessorio. La Corte ha rigettato il ricorso della lavoratrice, stabilendo che per mantenere un trattamento economico lavoratore è necessaria una valida fonte legale o contrattuale (come un contratto collettivo), non essendo sufficienti precedenti delibere amministrative. Parallelamente, ha rigettato il ricorso dell'Azienda contro altri lavoratori, la cui posizione era protetta da un 'giudicato interno' formatosi per una mancata impugnazione in appello.
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