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Gestione Illecita Di Rifiuti

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67 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Gestione illecita di rifiuti: no attenuanti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per gestione illecita di rifiuti pericolosi. La Corte conferma che la gravità del fatto, evidenziata da un quantitativo di 66 kg di rifiuti, e i precedenti penali dell'imputato giustificano sia il diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, sia la mancata concessione delle attenuanti generiche.
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Gestione illecita di rifiuti: quando il rottame vale
La Corte di Cassazione ha confermato un sequestro preventivo per gestione illecita di rifiuti, stabilendo un principio chiave: anche materiali con valore economico, come i rottami ferrosi, sono considerati rifiuti se chi li detiene intende disfarsene e non segue le procedure autorizzate. Nel caso esaminato, un imprenditore consegnava regolarmente rottami a un'azienda in cambio di denaro. La Corte ha ritenuto che la frequenza delle consegne dimostrasse un coinvolgimento stabile nell'attività illecita e che il pagamento non escludesse la natura di rifiuto, confermando così la legittimità del sequestro.
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Gestione illecita di rifiuti: quando è reato penale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per gestione illecita di rifiuti a carico degli amministratori di un'impresa. La sentenza ha stabilito che l'abbandono di cumuli di rifiuti speciali, parzialmente bruciati, non può essere qualificato come 'deposito temporaneo' ma integra un reato penale. La Corte ha sottolineato che l'onere di provare i requisiti del deposito temporaneo spetta all'imputato e ha dichiarato inammissibile il ricorso, respingendo anche le doglianze sulla prescrizione e sulla responsabilità dei soci.
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Gestione illecita di rifiuti: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per gestione illecita di rifiuti. L'imputato accumulava e smaltiva rifiuti metallici non pericolosi senza autorizzazione. La Corte ha ritenuto infondati i motivi del ricorso, confermando la decisione del Tribunale che aveva evidenziato la natura non occasionale della condotta, basandosi su prove documentali e testimonianze. La condanna a 6.000 euro di ammenda e la confisca del veicolo sono quindi definitive.
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Gestione illecita di rifiuti: Cassazione inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per gestione illecita di rifiuti. L'imputato, titolare di un'impresa individuale, era stato condannato per aver trasportato ingenti quantità di rifiuti speciali senza la necessaria autorizzazione. I motivi di ricorso, incentrati sulla rivalutazione delle prove, sulla richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto e sulla concessione di attenuanti, sono stati ritenuti generici e manifestamente infondati. La Corte ha confermato la gravità della condotta, escludendo la possibilità di considerarla un'offesa lieve.
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Gestione illecita di rifiuti: quando è reato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per gestione illecita di rifiuti. La sentenza chiarisce che anche pochi episodi di smaltimento abusivo, se effettuati con mezzi idonei e in un breve lasso di tempo, configurano un'attività organizzata e non una condotta occasionale, escludendo così l'applicazione della particolare tenuità del fatto e confermando la condanna.
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Gestione illecita di rifiuti: quando è reato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due soggetti condannati per gestione illecita di rifiuti. La Corte ha stabilito che anche una singola operazione di raccolta e trasporto, se non caratterizzata da "assoluta occasionalità", integra il reato. La sentenza ribadisce che il reato può essere commesso da chiunque, non solo da imprenditori, e che la confisca del veicolo utilizzato è obbligatoria, anche in assenza di un sequestro preventivo.
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