La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5118/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro il diniego di applicazione di una pena sostitutiva. Il motivo è stato ritenuto assolutamente generico, in quanto non contestava specificamente le ragioni della Corte d'Appello, che aveva basato la sua decisione negativa sulla pericolosità sociale del condannato, desunta dai suoi numerosi precedenti penali. La Suprema Corte ha ribadito che la valutazione sulle prospettive di emendabilità dell'imputato è un giudizio di merito, non sindacabile in sede di legittimità se logicamente motivato.
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