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Fumus Delicti

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211 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Sequestro preventivo: la Cassazione e la motivazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7466/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un'ordinanza di sequestro preventivo. Il provvedimento riguardava una società, quote, denaro e autovetture nell'ambito di un'indagine per associazione a delinquere, frode e trasferimento fittizio di beni. La Corte ha stabilito che la motivazione del provvedimento di riesame è valida anche se richiama ampiamente un atto precedente, a patto che emerga un'autonoma rielaborazione critica da parte del giudice. Inoltre, ha ribadito che la valutazione del 'fumus delicti' in sede di riesame del sequestro preventivo si limita alla configurabilità astratta del reato, senza entrare nel merito della fondatezza dell'accusa, che è riservata al giudizio successivo.
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Confisca allargata: la motivazione è obbligatoria
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso del titolare di una scuola guida accusato di falso e istigazione alla corruzione. Mentre ha confermato la legittimità del sequestro preventivo per i reati contestati, ha annullato la confisca allargata sui beni dell'indagato per totale assenza di motivazione. La Corte ha stabilito che il giudice non può limitarsi a indicare il reato presupposto, ma deve confrontarsi specificamente con le prove difensive sulla legittima provenienza del patrimonio.
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Ricettazione aggravata: la Cassazione e il sequestro
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo di una cospicua somma di denaro a una donna indagata per ricettazione aggravata, finalizzata a favorire un'associazione di stampo mafioso. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso, sottolineando che un insieme di prove indirette e convergenti, come i contatti con membri del clan e l'inverosimiglianza della giustificazione fornita per il possesso del contante, è sufficiente a sostenere la misura cautelare.
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Tassazione NFT: redditi da criptovalute e arte digitale
Un artista digitale, accusato di evasione fiscale per non aver dichiarato i proventi dalla vendita di NFT pagati in criptovaluta, ha visto il suo ricorso respinto dalla Corte di Cassazione. La sentenza stabilisce che la vendita di NFT costituisce sfruttamento economico di opere dell'ingegno e che i pagamenti in criptovalute sono considerati redditi in natura, soggetti a tassazione NFT. L'ignoranza della norma fiscale non è stata ritenuta una valida scusante.
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Sequestro preventivo e proprietà: la decisione penale
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che manteneva un sequestro preventivo su un immobile, deferendo la questione della proprietà al giudice civile. La Corte ha stabilito che il giudice penale deve prima valutare la legittimità del sequestro stesso (fumus delicti), e solo in caso di annullamento del vincolo, può rimettere la controversia sulla proprietà al giudice civile per decidere a chi restituire il bene.
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Sequestro preventivo terzo: limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4170/2025, ha rigettato il ricorso del figlio di un indagato, i cui beni erano stati sequestrati. La Corte ha ribadito un principio fondamentale sul sequestro preventivo terzo: il terzo proprietario non può contestare i presupposti del sequestro (fumus delicti e periculum in mora), ma può solo dimostrare la propria effettiva titolarità dei beni e la sua estraneità ai fatti. In questo caso, la sproporzione tra i redditi del nucleo familiare e il patrimonio ha giustificato il mantenimento della misura cautelare sull'azienda del figlio.
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Sequestro ‘Made in Italy’: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un sequestro probatorio su rubinetteria e confezioni con dicitura 'made in Italy' di dubbia provenienza. Il ricorso dell'imprenditore è stato dichiarato inammissibile, stabilendo che la sola etichetta sulla confezione è sufficiente a integrare il sospetto di reato (fumus delicti) e a giustificare il mantenimento del vincolo per fini probatori e di futura confisca.
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Sequestro preventivo veicolo: limiti e poteri giudice
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna contro il sequestro preventivo della sua autovettura. La ricorrente sosteneva la validità dell'atto di acquisto, ma la Corte ha chiarito che nel processo penale il giudice ha ampi poteri di valutazione della prova, non essendo vincolato dalle formalità del diritto civile come la 'querela di falso' per contestare un documento. Il sequestro preventivo è stato quindi confermato per la sussistenza del 'fumus delicti' e del pericolo di dispersione del bene.
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Inammissibilità ricorso: rinuncia e conseguenze
Un imprenditore ricorre in Cassazione contro un'ordinanza del GIP relativa a un sequestro preventivo. Tuttavia, prima della decisione, l'avvocato rinuncia al ricorso. La Corte dichiara l'inammissibilità del ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, applicando i principi della Corte Costituzionale.
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Intestazione fittizia e confisca: il ruolo del terzo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una legale rappresentante di una società, i cui beni erano stati sequestrati. Si riteneva che la società fosse un caso di intestazione fittizia a favore di un indagato per reati aggravati dal metodo mafioso. La Corte ha stabilito che il terzo intestatario può solo dimostrare la propria effettiva titolarità dei beni, ma non può contestare i presupposti della misura cautelare, come la sproporzione tra il valore dei beni e il reddito dell'indagato principale.
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Truffa fiscale e specialità: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29569/2025, ha stabilito che una complessa frode per ottenere rimborsi fiscali indebiti rientra nel reato tributario di dichiarazione infedele e non nella truffa fiscale aggravata. Applicando il principio di specialità, la Corte ha chiarito che, se il profitto consiste esclusivamente nel vantaggio fiscale (il rimborso), si applica la normativa speciale tributaria, anche in presenza di un'organizzazione criminale. Di conseguenza, è stato confermato l'annullamento di un sequestro preventivo poiché le soglie di punibilità del reato tributario non erano state superate.
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