La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per tentata frode in commercio, stabilendo che la semplice non conformità di un'etichetta a una specifica normativa nazionale non integra il reato se non viene consegnato un prodotto radicalmente diverso ('aliud pro alio') da quello pattuito. Nel caso di specie, la commercializzazione di un olio con una percentuale di THC leggermente superiore ai limiti per gli alimenti, ma correttamente etichettato secondo la normativa europea, non è stata ritenuta una frode, in assenza della prova di un intento doloso di ingannare l'acquirente sulla natura del bene.
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