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Formula Esecutiva

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33 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Opposizione atti esecutivi: vizio formale e ricorso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un debitore che aveva proposto un'opposizione atti esecutivi per la mancanza della formula esecutiva sulla copia del titolo notificatagli. La Corte ha chiarito che i vizi formali sono irrilevanti se non ledono concretamente il diritto di difesa e che l'opposizione stessa sana il difetto per raggiungimento dello scopo. Inoltre, ha ribadito l'inammissibilità di domande nuove introdotte dopo l'atto iniziale di opposizione.
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Precetto su decreto ingiuntivo: i requisiti essenziali
Una società si opponeva a un atto di precetto basato su un decreto ingiuntivo, lamentando la mancanza delle menzioni relative alla sua esecutorietà. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che, anche in caso di rigetto dell'opposizione, il titolo esecutivo rimane il decreto ingiuntivo. Pertanto, il precetto su decreto ingiuntivo deve obbligatoriamente indicare sia il provvedimento che ne ha disposto l'esecutività sia l'apposizione della formula esecutiva, essendo insufficiente la sola notifica della sentenza che ha rigettato l'opposizione.
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Responsabilità Ufficiale Giudiziario: quali limiti?
La Corte di Cassazione conferma la responsabilità dell'ufficiale giudiziario che aveva rifiutato di eseguire un pignoramento, ritenendo invalido il titolo esecutivo nonostante la presenza della formula esecutiva. La Corte ha chiarito che il potere dell'ufficiale è limitato a un controllo meramente formale e non può estendersi a una valutazione di merito, che spetta esclusivamente all'autorità giudiziaria. Di conseguenza, il rifiuto è stato considerato illegittimo e fonte di danno risarcibile.
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Notifica sentenza: errore invalida termine breve appello
Un locatore ha impugnato una decisione che lo condannava a restituire canoni di locazione percepiti in eccesso. La Corte d'Appello aveva dichiarato l'impugnazione inammissibile per tardività. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, chiarendo che la notifica sentenza effettuata direttamente alla parte personalmente, e non al suo avvocato, non è idonea a far decorrere il termine breve di 30 giorni per proporre appello.
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Sentenza penale esecutiva: quando inizia il termine?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3875/2024, ha stabilito un principio fondamentale sul momento in cui una sentenza penale esecutiva produce i suoi effetti. Un istituto di credito, dopo aver ottenuto un sequestro conservativo, ha atteso il deposito delle motivazioni della Cassazione per avviare la conversione in pignoramento, ma i giudici hanno dichiarato l'estinzione del processo per tardività. La Corte ha chiarito che il termine per gli adempimenti decorre dalla lettura in udienza del dispositivo della sentenza della Cassazione, che ne determina l'irrevocabilità, e non dal successivo deposito delle motivazioni. La tardività ha quindi comportato il rigetto del ricorso del creditore.
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Giudizio di ottemperanza: l’unica via post-riforma
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione stabilisce che, a seguito della riforma del 2015, l'unico strumento a disposizione del contribuente per ottenere l'esecuzione di una sentenza favorevole contro l'Amministrazione finanziaria è il giudizio di ottemperanza. Viene esclusa la possibilità di ricorrere all'esecuzione forzata civile ordinaria. Di conseguenza, il funzionario che nega il rilascio della formula esecutiva non commette un illecito e non è tenuto al risarcimento del danno.
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Nullità precetto: la Cassazione decide in pubblica udienza
Un avvocato ha notificato un atto di precetto per il pagamento di compensi professionali. La debitrice si è opposta, sostenendo la nullità del precetto perché mancava l'indicazione del provvedimento che rendeva esecutivo il titolo. Il Tribunale ha accolto l'opposizione, dichiarando la nullità dell'atto. L'avvocato ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, ha ritenuto la questione di particolare rilevanza e di natura nomofilattica, rinviando la causa a una pubblica udienza per una trattazione approfondita.
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Decreto ingiuntivo: opposizione blocca il giudicato
La Corte di Cassazione chiarisce che la tempestiva opposizione a un decreto ingiuntivo impedisce la sua definitività (passaggio in giudicato), anche qualora la cancelleria abbia erroneamente apposto la formula esecutiva. Nel caso esaminato, una società creditrice si era vista revocare in appello un decreto ingiuntivo, poiché i debitori avevano provato di averlo opposto nei termini. La Cassazione ha respinto il ricorso della creditrice, confermando che la pendenza del giudizio di opposizione è il luogo deputato a verificare le condizioni di esecutività e a paralizzare la formazione del giudicato.
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Precetto su sentenza: quando è valido senza data
La Corte di Cassazione ha stabilito che un atto di precetto su sentenza è valido anche se non riporta la data di apposizione della formula esecutiva. Con questa decisione, la Suprema Corte ha annullato una sentenza di merito che aveva dichiarato illegittimo un precetto per questo vizio formale. La Corte ha chiarito la distinzione fondamentale tra i requisiti del precetto basato su una sentenza (art. 480 c.p.c.) e quelli del precetto basato su un decreto ingiuntivo (art. 654 c.p.c.), per cui tale indicazione è invece obbligatoria. Il caso riguardava un'opposizione a un'esecuzione forzata avviata dagli eredi di creditori originari.
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Imposta di registro decreto ingiuntivo: quando si paga?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5875/2025, ha chiarito che l'imposta di registro su un decreto ingiuntivo è dovuta in base alla sua natura esecutiva intrinseca, a prescindere dall'effettiva apposizione della formula esecutiva o dalla sua concreta esecuzione. Un accordo stragiudiziale tra le parti, volto a non eseguire il decreto, non è opponibile all'amministrazione finanziaria e non fa venir meno l'obbligo tributario, in quanto l'atto giudiziario rappresenta di per sé una manifestazione di capacità contributiva tassabile.
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Opposizione atti esecutivi: appello inammissibile
Una società proponeva opposizione a un precetto lamentando vizi formali, come la mancanza di una valida procura e l'irritualità della formula esecutiva. La Corte di Cassazione ha qualificato tale azione come una opposizione atti esecutivi ai sensi dell'art. 617 c.p.c., la cui sentenza di primo grado non è appellabile. Di conseguenza, la Corte ha cassato senza rinvio la sentenza d'appello, in quanto emessa su un gravame inammissibile, confermando così la definitività della decisione del Tribunale.
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Opposizione atti esecutivi: vizio formale e prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso di alcuni terzi proprietari che avevano proposto un'opposizione atti esecutivi lamentando la mancata apposizione della formula esecutiva sul titolo notificato. La Corte ha stabilito che, per i vizi formali, non è sufficiente lamentare l'irregolarità, ma è necessario allegare e dimostrare un concreto pregiudizio al diritto di difesa, cosa che i ricorrenti non avevano fatto. Ha inoltre chiarito i criteri per la prova della titolarità del credito in caso di cessioni in blocco.
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Esecuzione immediata: autorizzata per debitore all’estero
Un creditore ha richiesto l'autorizzazione all'esecuzione immediata di un titolo esecutivo (contratto di mutuo) nei confronti di debitori trasferitisi nel Regno Unito. A causa delle notevoli difficoltà e dei lunghi tempi per la notifica degli atti all'estero, che mettevano a rischio il recupero del credito, il Tribunale ha accolto la richiesta. La decisione si fonda sul presupposto del 'pericolo nel ritardo' previsto dall'art. 482 c.p.c., ritenendo che l'attesa del termine ordinario avrebbe pregiudicato la fruttuosità dell'azione esecutiva.
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