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Formato P7M

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Estensione di un file che indica la presenza di una firma digitale secondo lo standard CAdES. Il file è una 'busta' crittografica che contiene il documento originale e la firma digitale, garantendone integrità e autenticità.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Notifica telematica dell’appello: valido il PDF senza p7m
Una condomina impugna la decisione del Tribunale che aveva dichiarato inammissibile il suo appello contro il Condominio. Il Tribunale riteneva l'atto invalido perché notificato via PEC in formato PDF semplice e senza firma digitale, anziché nel formato p7m. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della condomina, stabilendo che la notifica telematica dell'appello è pienamente valida. Se l'atto nasce cartaceo e viene poi digitalizzato con attestazione di conformità, non occorre la firma digitale sul file, né rileva l'uso del formato PDF al posto del p7m. La sentenza viene cassata con rinvio.
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Notifica cartella esattoriale via PEC: valida anche senza firma
Una società ha impugnato un estratto di ruolo contestando la validità della cartella di pagamento ricevuta via posta certificata. Secondo il contribuente, la notifica cartella esattoriale via PEC era inesistente perché il file allegato era in formato PDF anziché P7M e privo di firma digitale. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che la notifica è pienamente valida. I giudici hanno chiarito che l'agente della riscossione può inviare la cartella sia come documento nativo digitale sia come copia informatica in PDF di un atto originariamente cartaceo. Inoltre, non è necessaria la firma digitale sulla copia PDF, purché la provenienza dell'atto dall'amministrazione sia certa. La Cassazione ha quindi accolto il ricorso del fisco, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Notifica cartella esattoriale: il Fisco vince anche senza P7M
Il Contribuente ha impugnato ventiquattro cartelle di pagamento, di cui era venuto a conoscenza tramite un estratto di ruolo, eccependo la prescrizione dei crediti e la nullità della notifica cartella esattoriale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la validità delle notifiche. I giudici hanno chiarito che il disconoscimento delle copie fotostatiche delle ricevute di ritorno deve essere specifico e dettagliato, non generico. Inoltre, la notifica cartella esattoriale effettuata direttamente tramite posta o via PEC in formato PDF, senza necessità del formato firmato P7M, è pienamente valida ed efficace. Di conseguenza, il Contribuente è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio, avendo perso definitivamente la causa.
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Notifica cartella esattoriale via PEC: valido il PDF senza P7M
Una società impugnava una cartella di pagamento sostenendo la nullità della notifica ricevuta via PEC, poiché l'atto era allegato in formato PDF anziché nel formato firmato digitalmente P7M. La Commissione Tributaria Regionale accoglieva la tesi del contribuente, ritenendo il formato P7M l'unico idoneo a garantire l'integrità e la paternità dell'atto. L'Agente della Riscossione proponeva ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che la notifica cartella esattoriale via PEC in formato PDF è pienamente valida. Nessuna norma impone l'uso esclusivo del formato P7M per le copie informatiche di atti originariamente cartacei. Inoltre, l'impugnazione tempestiva da parte del contribuente dimostra l'avvenuta conoscenza dell'atto, sanando ogni eventuale vizio formale per il raggiungimento dello scopo. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Notifica cartella esattoriale PEC: PDF è valido
Un contribuente ha impugnato una comunicazione di iscrizione ipotecaria, sostenendo la nullità della notifica delle cartelle esattoriali sottostanti, avvenuta via PEC in formato PDF anziché P7M. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo la piena validità della notifica della cartella esattoriale via PEC in formato PDF. La Corte ha chiarito che tale modalità, equiparabile a una copia per immagine di un documento cartaceo, è ammessa dalla legge e che le firme digitali CAdES (tipiche dei PDF) e PAdES (P7M) sono equivalenti. Inoltre, ha ribadito che la prescrizione per i crediti erariali come IRPEF e IVA è decennale e non quinquennale.
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