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Fonti Probatorie

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346 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Ricorso inammissibile: quando è solo un riesame dei fatti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in un caso di ricettazione. L'imputato contestava la provenienza delittuosa di un motore, ma l'appello mirava a una nuova valutazione delle prove (mancanza di fattura, pezzo abraso), compito che non spetta alla Suprema Corte. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Resistenza a pubblico ufficiale: quando inizia l’atto?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ribadisce che il reato si configura non solo durante l'atto d'ufficio, ma anche nelle fasi immediatamente precedenti e successive, se funzionalmente collegate. Il tentativo di ottenere un riesame delle prove è stato respinto in quanto estraneo al giudizio di legittimità.
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Detenzione stupefacenti: quando gli indizi bastano
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione stupefacenti ai fini di spaccio. La decisione si fonda sulla corretta valutazione da parte dei giudici di merito di una serie di indizi gravi, precisi e concordanti, come il possesso di un bilancino, materiale per il confezionamento e sostanze da taglio, che nel loro complesso provavano la destinazione alla vendita della sostanza, nonostante la modesta quantità rinvenuta.
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Detenzione di stupefacenti: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. La Corte ha stabilito che la richiesta di una nuova valutazione delle prove, come la quantità di droga, il confezionamento in dosi e la somma di denaro rinvenuta, non rientra nelle sue competenze. Il ricorso è stato respinto in quanto mirava a un riesame del merito, non consentito in sede di legittimità.
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Trasmissioni abusive: la Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il titolare di una pizzeria che trasmetteva partite di calcio utilizzando un sistema per eludere l'abbonamento a pagamento. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, ribadendo che l'utilizzo di dispositivi per decodificare illecitamente trasmissioni audiovisive a pagamento, al fine di sottrarsi al versamento del canone, integra il reato di trasmissioni abusive previsto dalla legge sul diritto d'autore.
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Ricorso in Cassazione: i limiti del sindacato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per falsità. La Suprema Corte ribadisce che il ricorso in cassazione non può essere utilizzato per richiedere una nuova valutazione delle prove, ma solo per contestare vizi di legittimità. Anche il motivo relativo al mancato riconoscimento delle attenuanti generiche è stato respinto perché la motivazione del giudice di merito è stata ritenuta logica e sufficiente.
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