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Fede Pubblica

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248 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Contraffazione grossolana: irrilevante per il reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per vendita di prodotti con marchio falso. La Corte ribadisce che il reato sussiste anche in caso di contraffazione grossolana, poiché la norma tutela la fede pubblica e non la libera scelta dell'acquirente. Il reato è di pericolo e non richiede l'effettivo inganno del compratore.
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Falso grossolano: la contraffazione è reato sempre
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un commerciante per la vendita di prodotti con marchi falsi. La difesa sosteneva la tesi del cosiddetto 'falso grossolano', ovvero una contraffazione così evidente da non poter ingannare nessuno, ma la Corte ha ribadito che il reato tutela la fede pubblica e la fiducia nei marchi, indipendentemente dalla possibilità di inganno del singolo acquirente. La sentenza chiarisce anche che la recidiva allunga i termini di prescrizione del reato.
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Contraffazione grossolana: irrilevante per il reato
Un individuo, condannato per commercio di prodotti con marchi falsi, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo, tra le altre cose, l'irrilevanza penale del fatto a causa della palese falsità dei prodotti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la **contraffazione grossolana** non esclude il reato previsto dall'art. 474 c.p. La norma, infatti, non tutela il consumatore dall'inganno, ma la fede pubblica, ovvero la fiducia generale nell'autenticità dei marchi.
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Falso grossolano: quando la contraffazione è reato?
La Corte di Cassazione, con la sentenza 10374/2025, chiarisce i confini del reato di commercio di prodotti con marchi contraffatti (art. 474 c.p.). Anche in presenza di un 'falso grossolano', il reato sussiste se il marchio in sé ha capacità ingannatoria, a prescindere dalla scarsa qualità del prodotto o dalle modalità di vendita. La Corte ha invece annullato la sentenza di merito per non aver valutato la richiesta di applicazione della continuazione tra reati.
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Contraffazione grossolana: è reato? La Cassazione
Un uomo viene condannato per ricettazione e vendita di 44 accessori di moda contraffatti. In Cassazione, lamenta che la contraffazione grossolana dei prodotti dovesse escludere il reato. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che il reato tutela la fede pubblica nei marchi, a prescindere dalla possibilità di ingannare l'acquirente. Viene confermata la condanna e l'irrilevanza della palese falsità dei beni.
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Contraffazione grossolana: è reato anche se palese?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per ricettazione e vendita di prodotti con marchi falsi. La Corte ha chiarito due punti fondamentali: primo, l'ipotesi attenuata della ricettazione è una circostanza e non un reato autonomo ai fini della prescrizione; secondo, il reato di commercio di prodotti contraffatti sussiste anche in caso di contraffazione grossolana, poiché la norma tutela la fede pubblica e non la libera determinazione dell'acquirente.
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Riconoscimento fotografico: la Cassazione ne conferma la validità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per truffa e sostituzione di persona. L'ordinanza ribadisce la piena validità probatoria del riconoscimento fotografico, equiparandolo a una testimonianza, e conferma la possibilità di concorso tra i due reati, in quanto tutelano beni giuridici diversi (la fede pubblica e il patrimonio). La Corte ha inoltre respinto le lamentele sulla pena, in quanto questioni di merito non ammissibili in sede di legittimità.
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Contraffazione grossolana: reato anche senza inganno
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per ricettazione e commercio di prodotti falsi. La difesa sosteneva l'insussistenza del reato a causa della 'contraffazione grossolana', ovvero così evidente da non poter ingannare nessuno. La Corte ha ribadito che il reato di commercio di prodotti con marchi falsi (art. 474 c.p.) non tutela il singolo acquirente, ma la fede pubblica. Pertanto, la grossolanità della falsificazione è irrilevante e il reato sussiste comunque, potendo concorrere con quello di ricettazione.
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