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64 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Risarcimento Danno: limiti al dovere di mitigazione
Una docente, a cui era stata negata l'assunzione in ruolo nel 1991, ha agito per ottenere il risarcimento del danno. La Corte d'Appello aveva limitato il risarcimento, sostenendo che la docente non avesse usato l'ordinaria diligenza per mitigare il danno, non avendo cercato supplenze in province lontane dalla sua residenza. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che il dovere di mitigazione del danno non può imporre al danneggiato comportamenti gravosi o che comportino notevoli sacrifici personali e familiari, soprattutto a fronte di risultati incerti. La valutazione della condotta del danneggiato deve essere effettuata 'ex ante', cioè in base alle informazioni disponibili al momento, e non 'ex post', con il senno di poi.
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Prescrizione crediti di lavoro: stop durante il rapporto
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società, confermando che la prescrizione crediti di lavoro non decorre durante il rapporto di lavoro a tempo indeterminato. A seguito delle riforme del 2012 e 2015, la ridotta stabilità del posto di lavoro giustifica la sospensione del termine quinquennale fino alla cessazione del rapporto, per evitare il 'metus' del lavoratore nel rivendicare i propri diritti.
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Riduzione trattamento accessorio: illegittimo il taglio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17506/2024, ha dichiarato illegittimo il taglio forfettario del 30% sul trattamento accessorio di alcuni dirigenti medici operato da un'Azienda Sanitaria Locale. La Corte ha stabilito che la riduzione dei fondi per la retribuzione variabile, prevista dal D.L. 78/2010, non può essere arbitraria ma deve essere strettamente proporzionale alla diminuzione del personale in servizio rispetto all'anno 2010. Qualsiasi taglio percentuale generalizzato che non rispetti questo criterio viola i diritti soggettivi dei lavoratori. La sentenza della Corte d'Appello è stata cassata con rinvio per un nuovo calcolo basato su questo principio.
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Gestione separata INPS: obbligo anche sotto i 5.000€
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16935/2024, ha stabilito che l'obbligo di iscrizione alla Gestione separata INPS per un professionista iscritto a un albo non dipende dal superamento della soglia di reddito di 5.000 euro. Il criterio determinante è l'esercizio abituale della professione. Un reddito basso può essere un indizio, ma non esclude di per sé l'obbligatorietà dell'iscrizione, che va valutata in base alla scelta professionale e non al risultato economico annuale.
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Gestione Separata INPS: obbligo anche sotto i 5000€
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16925/2024, ha stabilito che l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS per un professionista iscritto a un albo non dipende dal superamento della soglia di reddito di 5.000 euro. Il criterio determinante è l'esercizio abituale della professione. La Corte ha chiarito che un reddito basso può essere un indizio, ma non è di per sé sufficiente a escludere l'abitualità e, di conseguenza, l'obbligo contributivo.
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Riduzione trattamento accessorio: illegittimo il taglio
Un'azienda sanitaria ha applicato un taglio del 30% alla retribuzione accessoria di un dirigente medico per rispettare le norme sulla spesa pubblica. La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il metodo utilizzato. La legge sulla riduzione trattamento accessorio non consente un taglio forfettario, ma impone un ricalcolo basato sulla "cristallizzazione" dei fondi al 2010 e sulla loro riduzione proporzionale alla diminuzione del personale. La causa è stata rinviata per una corretta determinazione delle somme.
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Decreto di irreperibilità: i doveri del PM
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che riteneva nullo un decreto di irreperibilità. Il caso è stato rinviato al giudice dell'esecuzione per verificare se, al momento dell'emissione del decreto, il Pubblico Ministero fosse a conoscenza di uno specifico indirizzo estero del condannato. La Corte ha ribadito che la validità delle ricerche va valutata sulla base delle informazioni disponibili 'ex ante' e non con il senno di poi.
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Convalida dell’arresto: il ruolo del giudice
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava la convalida dell'arresto di un soggetto trovato in possesso di stupefacenti, una somma di denaro e un coltello. La Suprema Corte ha chiarito che il giudice, in sede di convalida dell'arresto, deve limitarsi a una verifica ex post della legittimità dell'operato della polizia al momento dei fatti, senza sovrapporre tale valutazione a quella, più approfondita, richiesta per l'applicazione di una misura cautelare. La presenza di indizi di spaccio era sufficiente per giustificare l'azione della polizia giudiziaria.
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Riduzione fondi contrattuali: la Cassazione decide
Una dirigente medica ha contestato la riduzione forfettaria del 30% del suo stipendio accessorio da parte di un'Azienda Sanitaria Locale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6872/2024, ha dichiarato illegittima tale modalità di taglio. Sebbene la riduzione fondi contrattuali sia prevista dalla legge per il contenimento della spesa pubblica, non può essere applicata con un taglio percentuale arbitrario e uguale per tutti. La Corte ha annullato la decisione d'appello e ha rinviato la causa, stabilendo che il calcolo corretto deve basarsi sulla cristallizzazione dei fondi al 2010 e sulla loro riduzione proporzionale in base alle cessazioni del personale, al fine di determinare l'esatta somma da restituire.
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Riduzione fondi contrattuali: la Cassazione decide
Un dirigente medico ha contestato la decurtazione del 30% della sua retribuzione accessoria da parte di un'azienda sanitaria locale. La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità di un taglio forfettario, precisando che la riduzione fondi contrattuali deve seguire un calcolo specifico: cristallizzazione del fondo al valore del 2010, riduzione proporzionale in base alle cessazioni di personale e successiva ripartizione. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per effettuare il corretto calcolo del dare-avere tra le parti.
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Concorso esterno mafioso: la promessa non basta
Un imprenditore aveva promesso beni a un'associazione criminale in cambio di un aiuto, mai concretizzato, contro i suoi creditori. La Corte di Cassazione ha stabilito che non sussiste il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Per la condanna è necessario un contributo concreto e verificabile che abbia effettivamente rafforzato l'organizzazione, non bastando un mero accordo o una promessa non mantenuta.
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Delega firma avviso: la Cassazione chiarisce i requisiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31884/2024, ha stabilito la validità di un avviso di accertamento firmato da un funzionario delegato, anche se l'atto di delega firma non indica il nominativo specifico. Secondo la Corte, tale delega è un atto di organizzazione interna e non un trasferimento di funzioni, essendo sufficiente l'individuazione del delegato tramite la sua qualifica per una verifica successiva (ex post) del potere di firma.
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Sanzione disciplinare medico: la Cassazione conferma
Un medico riceve una sanzione disciplinare per gravi inadempienze, tra cui l'abbandono della sala operatoria. Il professionista si oppone, eccependo la tardività della contestazione e giustificando le proprie azioni con l'eccessivo carico di lavoro. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, confermando la legittimità della sanzione disciplinare medico. La Corte chiarisce l'applicazione della sospensione dei termini procedurali durante l'emergenza Covid-19 e afferma che le problematiche relative ai turni di lavoro non possono mai giustificare l'abbandono del posto di lavoro in situazioni delicate e urgenti.
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Rimborso tributi sisma: quando spetta la restituzione
Una società colpita dal terremoto in Abruzzo ha richiesto il rimborso per le imposte versate in eccesso rispetto alla soglia del 40% fissata da una legge successiva. La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto al rimborso tributi sisma per le imposte dirette (IRES e IRAP) sussiste, ma è condizionato al rispetto delle normative europee sugli aiuti di Stato. Ha invece escluso il rimborso per l'IVA. La sentenza del giudice di merito è stata quindi parzialmente annullata con rinvio.
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Responsabilità conducente: la Cassazione e la colpa
La Corte di Cassazione conferma la condanna per lesioni stradali a carico di un automobilista, chiarendo i criteri di attribuzione della responsabilità del conducente. Il ricorso, basato su una presunta errata valutazione della colpa "ex post", è stato dichiarato inammissibile. La Suprema Corte ha stabilito che la violazione dell'obbligo di tenere strettamente la destra, quando le condizioni della strada lo consentono, costituisce una colpa specifica e causa diretta dell'incidente, rendendo irrilevanti le argomentazioni sulla genericità della norma violata.
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Rimborso spese legali: no se c’è conflitto d’interessi
Un vigile urbano, assolto dall'accusa di falso in atto pubblico, ha richiesto al proprio Comune il rimborso delle spese legali sostenute. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che il diritto al rimborso è escluso in presenza di un conflitto di interessi tra dipendente e amministrazione. Tale conflitto, valutato all'inizio del procedimento, non viene meno neanche in caso di successiva assoluzione con formula piena.
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Notifica atti amministrativi: Cassazione annulla sanzione
La Corte di Cassazione ha annullato una pesante sanzione per insider trading inflitta a un manager residente all'estero. La decisione non si basa sul merito dell'accusa, ma su un vizio procedurale fondamentale: l'errata notifica degli atti amministrativi iniziali. La Corte ha stabilito che il Regolamento UE per la notifica di atti civili e commerciali non si applica ai procedimenti sanzionatori della pubblica amministrazione, poiché questi rientrano nella categoria esclusa degli atti compiuti 'iure imperii'. Tale vizio, violando il diritto di difesa, non è sanabile e comporta la nullità dell'intero provvedimento sanzionatorio.
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Delega di firma: la Cassazione sulla validità dell’atto
La Corte di Cassazione ha stabilito che un avviso di accertamento è valido anche se la delega di firma al funzionario sottoscrittore è 'in bianco', ovvero non ne riporta il nominativo ma solo la qualifica. Secondo la Corte, la validità della delega di firma non è compromessa, a condizione che sia possibile verificare 'ex post', tramite altri atti interni come gli ordini di servizio, l'effettiva titolarità del potere di firma in capo al soggetto che ha materialmente sottoscritto l'atto. La Corte ha quindi cassato la sentenza di merito che aveva annullato l'accertamento per questo motivo, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Presupposizione: la Cassazione sui requisiti
Una società commerciale recede da un contratto preliminare di affitto di ramo d'azienda in un centro commerciale a causa della mancata apertura di un grande supermercato, considerata una presupposizione dell'accordo. La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 4970/2025, ha cassato con rinvio la sentenza d'appello che aveva dato ragione alla società commerciale. La Suprema Corte ha ritenuto fondato il motivo di ricorso relativo alla carenza del requisito di 'obiettività' della presupposizione, specificando che la motivazione della corte di merito era stata insufficiente nello stabilire che l'evento presupposto fosse realmente indipendente dalla volontà delle parti contrattuali.
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Termine accertamento sanzioni: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di una Corte d'Appello che aveva cancellato una sanzione dell'Autorità di Vigilanza contro gli ex amministratori di una banca. Il caso verteva sul corretto calcolo del termine accertamento sanzioni. La Suprema Corte ha stabilito che tale termine non decorre dalla ricezione delle prime informazioni, ma dal momento in cui l'Autorità, a seguito di un'istruttoria complessa, acquisisce un quadro probatorio completo e definitivo, necessario per la contestazione formale dell'illecito.
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