LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Evidenza Pubblica

Pagina 3 di 3

50 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Incentivi funzioni tecniche: quando spetta il compenso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23849/2024, ha stabilito che gli incentivi per funzioni tecniche non spettano per attività di manutenzione ordinaria, anche se complesse e di valore elevato. Il caso riguardava alcuni dipendenti di un ente pubblico che richiedevano il compenso per attività di progettazione e direzione lavori. La Corte ha chiarito che il presupposto per il riconoscimento degli incentivi è lo svolgimento di "lavori" che comportino una modifica sostanziale della realtà fisica preesistente (il cosiddetto "quid novi"), e non la mera esecuzione di servizi manutentivi, anche se appaltati tramite evidenza pubblica.
Continua »
Contratto misto PA: quando la locazione non è appalto
Un ente pubblico ha stipulato un contratto di locazione per un immobile da adibire a scuola, che richiedeva importanti lavori di adeguamento. Successivamente, l'ente ha sostenuto che questo contratto misto fosse in realtà un appalto pubblico nullo per mancato rispetto delle procedure di evidenza pubblica. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che si tratta di un contratto di locazione e non di un appalto, poiché la causa principale è il godimento del bene e non l'esecuzione delle opere, che sono considerate accessorie. La proprietà dell'immobile, inoltre, non viene trasferita all'ente pubblico.
Continua »
Nullità contratti appalto pubblico: guida alla sentenza
La Corte di Cassazione conferma la nullità di una serie di contratti di appalto pubblico stipulati tra un'azienda di servizi e un ente a partecipazione statale. La decisione si fonda sulla violazione delle norme di evidenza pubblica, in particolare per il frazionamento artificioso degli incarichi e il divieto di rinnovo tacito. Viene chiarito che anche le società per azioni qualificate come organismi di diritto pubblico sono soggette a tali regole imperative. La Corte rigetta inoltre la richiesta di pagamento dell'azienda fornitrice, distinguendo tra l'azione di ripetizione di indebito, non applicabile a prestazioni di 'facere', e quella di arricchimento ingiustificato, per la quale non è stata fornita prova adeguata.
Continua »
Accordi tra Enti Pubblici: quando non è appalto
Una recente sentenza della Corte d'Appello ha stabilito che gli accordi tra enti pubblici finalizzati al perseguimento di un interesse comune non sono contratti d'appalto e, pertanto, non richiedono una gara pubblica. Il caso riguardava un ente regionale che si rifiutava di pagare un ente strumentale per l'organizzazione di un evento, sostenendo la nullità delle convenzioni per mancato ricorso all'evidenza pubblica. La Corte ha riformato la decisione di primo grado, qualificando il rapporto come un legittimo accordo di collaborazione e condannando l'ente regionale al pagamento delle somme dovute.
Continua »
Assunzione senza concorso: la Cassazione fa il punto
Una nuova società di gestione dei servizi pubblici contesta il trasferimento di un dipendente dalla società precedente, sostenendo che l'originaria assunzione senza concorso fosse illegittima. I giudici di merito hanno ritenuto valido il trasferimento, applicando il principio di irretroattività delle leggi sull'obbligo di concorso. La Corte di Cassazione, rilevando la complessità interpretativa delle norme regionali sul transito del personale e la rilevanza della questione, ha rinviato la causa a una pubblica udienza per una decisione definitiva.
Continua »
Assunzione senza concorso: il passaggio di personale
Una nuova società pubblica di gestione rifiuti ha contestato il trasferimento di un dipendente proveniente da una precedente società, sostenendo che l'originaria assunzione senza concorso fosse illegittima. I tribunali di merito hanno convalidato il trasferimento, poiché le norme sul concorso pubblico non erano in vigore all'epoca dell'assunzione iniziale. La Corte di Cassazione, data la complessità della questione, ha rinviato il caso a una pubblica udienza per una decisione definitiva.
Continua »
Mansioni superiori società partecipate: la Cassazione
Un dipendente di una società a partecipazione pubblica si vede revocare l'inquadramento superiore precedentemente riconosciuto. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni di merito, stabilisce che il rapporto di lavoro in queste società è di natura privatistica. Pertanto, le regole sulle mansioni superiori società partecipate seguono l'art. 2103 del codice civile e le norme sui concorsi pubblici per l'assunzione non si estendono alle progressioni di carriera interne. La revoca dell'inquadramento è stata quindi ritenuta illegittima.
Continua »
Trasferimenti immobiliari Comune: serve gara pubblica?
Un Comune ha rivendicato la proprietà di alcuni immobili trasferiti a una società poi fallita, sostenendo la nullità degli atti per assenza di gara pubblica. Il Tribunale ha respinto le domande, ritenendo non necessaria l'evidenza pubblica. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio della decisione. La scelta è motivata da una richiesta congiunta delle parti, in attesa dell'esito di un altro procedimento relativo all'omologazione di un concordato fallimentare che potrebbe definire l'intera controversia sui trasferimenti immobiliari dal Comune.
Continua »
Provvigione broker: diritto anche senza gara pubblica
Una società di brokeraggio ha agito per ottenere la provvigione da una compagnia assicurativa dopo aver intermediato una polizza per un ente sanitario pubblico. La compagnia si opponeva, sostenendo la nullità dell'incarico al broker per mancato rispetto delle procedure di evidenza pubblica. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della compagnia, confermando la decisione d'appello. Il principio chiave è che il diritto alla provvigione del broker sorge dall'effettiva attività di mediazione che porta alla conclusione dell'affare, indipendentemente da eventuali irregolarità nel rapporto contrattuale tra il broker e l'ente pubblico committente.
Continua »
Errore di fatto revocatorio: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione avverso una propria precedente ordinanza. Tale ordinanza aveva annullato un contratto d'appalto per la costruzione di un parcheggio, ritenendolo un'opera pubblica soggetta a gara. Le società concessionarie hanno sostenuto che la Corte fosse incorsa in un errore di fatto revocatorio, supponendo erroneamente l'inesistenza di un vincolo pertinenziale del parcheggio a immobili privati. La Suprema Corte ha respinto la tesi, chiarendo che la natura del parcheggio era stata un punto controverso e oggetto di valutazione giuridica nel precedente giudizio, non un'incontestabile svista materiale. Pertanto, trattandosi di un potenziale errore di giudizio e non di un errore di fatto, il rimedio straordinario della revocazione non è applicabile.
Continua »