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Evasione Arresti Domiciliari

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53 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Evasione arresti domiciliari: no sconto pena se torni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23346/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per evasione dagli arresti domiciliari. La Corte ha chiarito che la circostanza attenuante prevista per chi si costituisce volontariamente non si applica se l'evaso si limita a rientrare nel domicilio. Per ottenere lo sconto di pena è necessario consegnarsi a un'autorità o presentarsi in un istituto carcerario.
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Evasione arresti domiciliari: non rispondere al citofono
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per evasione dagli arresti domiciliari. La sua mancata risposta al citofono durante un controllo notturno è stata considerata prova sufficiente del reato, rigettando la giustificazione di un sonno profondo indotto da farmaci come mera congettura non provata.
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Evasione arresti domiciliari: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per il reato di evasione arresti domiciliari. La Corte ha stabilito che il rientro spontaneo presso l'abitazione, dopo un lungo periodo di allontanamento, non è assimilabile alla presentazione in carcere e non giustifica l'applicazione dell'attenuante specifica. Inoltre, la mancata concessione delle attenuanti generiche è stata ritenuta corretta data la durata dell'evasione e la congruità della pena.
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Evasione arresti domiciliari: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per il reato di evasione dagli arresti domiciliari. Il ricorrente si era allontanato senza giustificazione per salutare dei familiari. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano generici e basati su questioni di fatto, non riesaminabili in sede di legittimità. Inoltre, ha confermato la non applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data la mancanza di giustificazione, la presenza di precedenti condotte analoghe e il contesto specifico.
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Evasione arresti domiciliari: cortile, i limiti fissati
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per evasione dagli arresti domiciliari. La Corte ha confermato che essere trovati al di fuori del cortile antistante l'abitazione, anziché al suo interno, integra pienamente il reato, giudicando il motivo del ricorso manifestamente infondato e basato su una ricostruzione dei fatti diversa da quella accertata dai giudici di merito.
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Evasione arresti domiciliari: la vicinanza a casa
Un soggetto agli arresti domiciliari, trovato sulla pubblica via seppur vicino casa, ricorre in Cassazione sostenendo la mancanza di offensività della condotta. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che l'essersi allontanati dal luogo di detenzione per trovarsi su una via pubblica integra il reato di evasione arresti domiciliari, respingendo la richiesta di una nuova valutazione dei fatti.
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Evasione arresti domiciliari: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per evasione dagli arresti domiciliari. Il ricorso è stato giudicato meramente riproduttivo di censure già respinte in appello, dove era stata sottolineata la gravità del fatto, commesso di notte e in presenza di precedenti penali, escludendo così la particolare tenuità del fatto.
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Evasione arresti domiciliari: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per evasione arresti domiciliari di un'imputata non trovata nella sua abitazione. Il ricorso è stato giudicato inammissibile per manifesta infondatezza delle motivazioni, con condanna al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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Evasione arresti domiciliari: la prova del reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per evasione dagli arresti domiciliari. La Corte conferma che il reato può essere provato dalla prolungata e reiterata mancata risposta al citofono e alla porta durante i controlli di polizia, poiché tale comportamento costituisce un solido indizio dell'assenza del detenuto. Viene inoltre respinta la richiesta di applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Evasione arresti domiciliari: la pertinenza non salva
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione arresti domiciliari nei confronti di un individuo che si era allontanato dalla propria abitazione per recarsi in un'officina adiacente. La sentenza chiarisce che un locale esterno, anche se vicino, non costituisce una 'pertinenza' dell'abitazione se non è funzionalmente e strutturalmente collegato ad essa. La Corte ha inoltre ritenuto grave la condotta, avvenuta lo stesso giorno dell'applicazione della misura, escludendo così la non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Evasione arresti domiciliari: quando è reato?
La Corte di Cassazione conferma la condanna per il reato di evasione arresti domiciliari a carico di un soggetto che, pur avendo un permesso di uscita per recarsi ai servizi sociali, si era allontanato per un tempo eccessivo e in un orario diverso da quello prescritto. La sentenza chiarisce che il mancato rispetto delle rigide condizioni dell'autorizzazione integra il delitto, escludendo l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa della durata dell'assenza.
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Evasione arresti domiciliari: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per evasione dagli arresti domiciliari. I giudici hanno confermato la decisione della Corte d'Appello, ritenendo infondati i motivi del ricorso, tra cui la giustificazione di non aver sentito il campanello e la richiesta di attenuanti. La Corte ha sottolineato che il ricorso si limitava a riproporre le stesse argomentazioni già respinte in secondo grado, senza un confronto critico con la motivazione della sentenza impugnata. La presenza di precedenti penali ha inoltre precluso l'applicazione di benefici come la non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Evasione arresti domiciliari: l’arresto è legittimo
La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità dell'arresto per evasione arresti domiciliari di un soggetto che, pur autorizzato a recarsi al lavoro, è stato trovato dalla polizia in un luogo diverso e distante. La Suprema Corte ha annullato l'ordinanza del Tribunale che non aveva convalidato l'arresto, confermando che allontanarsi dal percorso autorizzato integra il reato di evasione.
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Evasione arresti domiciliari: anche per pochi secondi
La Corte di Cassazione ha annullato l'assoluzione di un individuo accusato di evasione dagli arresti domiciliari. Secondo la Corte, qualsiasi allontanamento non autorizzato dall'abitazione, a prescindere dalla sua breve durata o dal motivo apparentemente innocuo come ricevere dei pacchi, integra pienamente il reato, poiché viola l'obbligo di permanere nel luogo di detenzione.
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Evasione arresti domiciliari: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per evasione arresti domiciliari. L'imputata aveva giustificato la sua assenza invocando uno stato di necessità, ma le indagini hanno dimostrato che si era allontanata da casa per più giorni, confutando l'ipotesi di un'emergenza contingente. La Corte ha quindi confermato la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Evasione arresti domiciliari: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per evasione dagli arresti domiciliari. La Corte ha ritenuto che le motivazioni del ricorso fossero mere ripetizioni di argomenti già correttamente valutati e respinti dalla Corte d'Appello, la quale aveva fornito una giustificazione logica e giuridicamente corretta per la condanna, sottolineando la distanza di 13 km percorsa dall'imputato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Evasione arresti domiciliari: il ritardo ingiustificato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per evasione arresti domiciliari nei confronti di una donna rientrata con quattro ore di ritardo dopo un permesso per visita medica. La sentenza sottolinea che spetta all'imputato fornire prove concrete che giustifichino il ritardo, non essendo sufficiente una generica comunicazione alle autorità.
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Evasione arresti domiciliari: anche il bar è reato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto accusato di evasione dagli arresti domiciliari per essersi recato in un bar vicino. La Corte ha ribadito che qualsiasi allontanamento non autorizzato integra il reato, a prescindere dalla distanza. Ha inoltre chiarito che la recidiva incide sul calcolo della prescrizione anche se bilanciata con le attenuanti, confermando la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Evasione arresti domiciliari: quando è reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una persona condannata per evasione dagli arresti domiciliari. La Corte conferma che l'allontanamento dal domicilio in orari diversi da quelli autorizzati integra il reato di evasione e non una semplice violazione delle prescrizioni, chiarendo anche aspetti procedurali sulla ricusazione dei giudici.
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Evasione arresti domiciliari: quando è giustificata?
Un soggetto agli arresti domiciliari si allontanava dalla propria abitazione adducendo un malessere. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna per evasione arresti domiciliari. Secondo la Corte, il dolo del reato è generico e consiste nella mera coscienza di violare il divieto, mentre un generico malessere non è sufficiente a configurare lo stato di necessità, che richiede un pericolo grave, imminente e non altrimenti evitabile.
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