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Estorsione — Anno 2022

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263 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Estorsione

Provvedimenti

Credito reale ma pretesa raddoppiata: quando è estorsione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per i reati di atti persecutori ed estorsione a carico di un creditore che ha utilizzato violenza e minacce per riscuotere somme di denaro. L'imputato sosteneva che la sua condotta rientrasse nel meno grave reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, avendo egli un effettivo credito verso la vittima. Tuttavia, i giudici hanno evidenziato che le somme pretese con la forza (circa settantamila euro) superavano di gran lunga il reale credito accertato (circa trentacinquemila euro). La Cassazione ha stabilito che si configura il reato di estorsione quando il profitto perseguito tramite violenza è palesemente ingiusto e sproporzionato rispetto al diritto originario, respingendo il ricorso e condannando il ricorrente al pagamento delle spese.
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Estorsione aggravata: furgone restituito ma la pena scende
Un uomo è stato condannato per il reato di estorsione aggravata, noto come "cavallo di ritorno", per aver preteso trecento euro per restituire un furgone rubato. La Corte d'Appello aveva confermato la condanna applicando l'aggravante delle "più persone riunite", nonostante l'assoluzione dei presunti complici. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso dell'imputato. I giudici hanno stabilito che la semplice presenza sul posto di soggetti poi assolti non basta a configurare l'aggravante. Per applicare l'aumento di pena, la vittima deve percepire che la minaccia provenga da un gruppo, aumentando la forza intimidatoria. La Cassazione ha quindi annullato la sentenza limitatamente all'aggravante, rinviando alla Corte d'Appello per ricalcolare la pena al ribasso.
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Concorso tra usura ed estorsione: dal patto alla minaccia
Due soggetti sono stati condannati per aver concesso prestiti a tassi usurari e aver poi minacciato le vittime per ottenere il pagamento degli interessi. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, stabilendo che il concorso tra usura ed estorsione è pienamente configurabile. Infatti, l'usura si realizza quando la vittima accetta inizialmente il tasso sproporzionato, mentre l'estorsione si configura successivamente, quando i colpevoli usano violenza o minaccia per riscuotere il denaro pattuito. I ricorsi dei due imputati sono stati quindi dichiarati inammissibili e rigettati, con condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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