La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per tre imputati coinvolti in dinamiche criminali nel territorio siciliano. Uno degli imputati rispondeva di associazione mafiosa, mentre gli altri due erano accusati di estorsione aggravata dal metodo mafioso per aver preteso somme di denaro da imprenditori locali. La difesa contestava l'aggravante, evidenziando che un complice, giudicato separatamente, era stato assolto dalla stessa. La Suprema Corte ha rigettato i ricorsi, stabilendo che l'estorsione aggravata dal metodo mafioso sussiste anche con minacce silenti o implicite, basate sulla sola fama criminale del sodalizio, e che la diversa valutazione della posizione del complice in un altro processo non crea un contrasto insanabile tra giudicati.
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