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Esecuzione In Forma Specifica (Ex Art. 2932 C.C.)

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27 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Usucapione e preliminare: non basta possedere
La Corte di Cassazione chiarisce che chi ottiene la disponibilità di un immobile tramite un contratto preliminare di vendita è un mero detentore, non un possessore. Di conseguenza, non può acquisire la proprietà per usucapione, anche se ha pagato il prezzo e apportato migliorie. Le azioni legali intraprese per ottenere il trasferimento della proprietà, inoltre, confermano l'assenza dell'intenzione di possedere come proprietario, elemento essenziale per l'usucapione.
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Detenzione appaltatore: limiti e responsabilità
Una società di costruzioni, in cambio di lavori di ristrutturazione, doveva ricevere un monolocale. Prima del trasferimento definitivo della proprietà, l'impresa ha permesso a un terzo di occupare l'immobile, scatenando l'opposizione della proprietaria. La Corte di Cassazione ha stabilito che la società aveva solo la detenzione qualificata (detenzione appaltatore) per l'esecuzione dei lavori, non il possesso. L'aver concesso l'immobile in godimento a terzi è stato ritenuto un atto illecito, con conseguente rinvio del caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Patto di prelazione: no all’esecuzione in forma specifica
Un imprenditore, titolare di un diritto di prelazione per la locazione di un bar in uno stadio, si è visto negare dalla Cassazione la possibilità di ottenere una sentenza che tenesse luogo del contratto non concluso. La Corte ha ribadito la netta distinzione tra patto di prelazione e contratto preliminare, sottolineando che la violazione del primo dà diritto al solo risarcimento del danno e non all'esecuzione in forma specifica (art. 2932 c.c.), poiché non crea un obbligo a contrarre.
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Contratto preliminare: quando l’oggetto è incerto?
La Corte di Cassazione ha negato il trasferimento forzato di un immobile a un socio di cooperativa, chiarendo che un accordo privo di dati essenziali per l'identificazione del bene (confini, dati catastali) non costituisce un valido contratto preliminare. L'atto è stato qualificato come una semplice 'puntuazione' non vincolante, insufficiente per fondare una richiesta di esecuzione in forma specifica ai sensi dell'art. 2932 c.c.
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Trascrizione preliminare: come protegge l’acquirente
In una controversia immobiliare iniziata nel 1984, la Corte di Cassazione ha riaffermato un principio cruciale: la trascrizione della domanda giudiziale per l'esecuzione specifica del contratto preliminare, se effettuata prima del fallimento del venditore, tutela pienamente l'acquirente. La Corte ha stabilito che tale trascrizione rende la pretesa dell'acquirente opponibile alla procedura fallimentare, neutralizzando il potere del curatore di sciogliere il contratto. Inoltre, ha chiarito che eventuali omissioni nella notifica della riassunzione del processo non ne causano l'estinzione, se il deposito dell'atto è avvenuto tempestivamente.
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Collegamento negoziale e penale: la Cassazione chiarisce
Un costruttore e un proprietario terriero hanno strutturato un'operazione immobiliare (terreno in cambio di appartamenti) attraverso una vendita e un contratto preliminare. In seguito a controversie, il costruttore ha chiesto la risoluzione del contratto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, qualificando l'operazione come un "collegamento negoziale" finalizzato a una permuta. La Corte ha respinto il ricorso del costruttore, chiarendo che l'individuazione di un collegamento negoziale è una valutazione di fatto riservata ai tribunali di merito. Ha inoltre stabilito che una parte può rinunciare alla clausola penale durante il processo per chiedere l'adempimento in forma specifica, rispettando così il divieto di cumulo.
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Prezzo IVA esclusa: la Cassazione chiarisce l’obbligo
Una controversia su un contratto preliminare di compravendita immobiliare tra due società. La questione centrale riguarda il pagamento dell'IVA non menzionata nel contratto. La Corte di Cassazione, riformando la decisione d'appello, ha stabilito che, in assenza di un patto esplicito e inequivocabile, il prezzo si intende al netto dell'imposta (prezzo IVA esclusa). Di conseguenza, l'acquirente è tenuto a corrispondere l'IVA oltre al prezzo pattuito. La mancata corresponsione dell'IVA può costituire un inadempimento contrattuale, richiedendo una nuova valutazione del comportamento delle parti.
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