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Escussione

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80 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Garanzia fideiussoria: cosa succede se rinunci al bando
Una società energetica, dopo aver ottenuto un contributo pubblico e prestato una garanzia fideiussoria, rinunciava al finanziamento. L'ente pubblico pretendeva di mantenere attiva la garanzia, ma la Corte d'Appello, riformando la decisione di primo grado, ha stabilito l'estinzione della garanzia stessa in virtù del principio di accessorietà, ritenendo che la garanzia non possa sopravvivere all'obbligazione principale (l'erogazione del contributo) che era venuta meno con la rinuncia. La Corte di Cassazione è stata chiamata a pronunciarsi sulla questione, ma ha rinviato la causa a nuovo ruolo per un vizio di notifica.
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Garanzia autonoma: quando l’escussione è abusiva?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 23434/2024, ha stabilito che l'escussione di una garanzia autonoma è abusiva se l'obbligazione principale si è estinta. Il garante può non solo rifiutare il pagamento tramite l'eccezione di dolo ('exceptio doli'), ma anche chiedere la restituzione di somme già versate se il beneficiario le ha incassate pur sapendo dell'estinzione del debito. Questo principio protegge il garante da richieste fraudolente, indipendentemente dalla sua conoscenza dell'abuso al momento del pagamento.
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Fondo Garanzia TFR: no se il titolo è invalido
Un ex dipendente si è visto negare l'accesso al Fondo di Garanzia per il TFR. La Corte d'Appello ha confermato la decisione, stabilendo che il lavoratore non aveva ottenuto un valido titolo esecutivo. Dopo la cancellazione della società datrice di lavoro, l'azione per l'accertamento del credito doveva essere intentata contro tutti i soci successori dei debiti sociali, e non solo contro uno di essi. La mancanza di questo presupposto ha reso impossibile l'intervento del Fondo Garanzia TFR.
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Prescrizione danno contrattuale: quando inizia?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione del danno contrattuale, derivante dalla mancata cancellazione di un'ipoteca da parte del venditore di un immobile, decorre dal momento in cui l'acquirente subisce l'effettivo pregiudizio economico, ovvero quando paga i creditori per estinguere il debito, e non dalla semplice notifica dell'atto di precetto. L'ordinanza analizza il caso di acquirenti costretti a saldare un'ipoteca che i venditori si erano impegnati a rimuovere, chiarendo che il mero pericolo del danno non fa scattare il termine prescrizionale.
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Interessi su credito privilegiato: quale tasso si applica?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29605/2025, ha chiarito la disciplina degli interessi su credito privilegiato in una procedura di amministrazione straordinaria. È stato stabilito che il tasso di interesse speciale, previsto da una normativa di settore per un credito garantito, non si applica per l'intera durata della procedura. Invece, la regola generale prevista dalla legge fallimentare e dall'art. 2749 c.c. prevale. Di conseguenza, il tasso speciale è riconosciuto solo per l'anno in corso alla data della dichiarazione di insolvenza; per il periodo successivo, si applica il più basso tasso di interesse legale, al fine di tutelare la parità di trattamento tra tutti i creditori.
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Fondo patrimoniale: pignorabilità per debiti d’impresa
Un debitore ha contestato un pignoramento immobiliare, sostenendo la protezione del bene in quanto parte di un fondo patrimoniale. Il debito derivava da una fideiussione per un'impresa di famiglia. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che l'onere della prova spetta al debitore e ribadendo una nozione ampia di 'bisogni familiari', che include le attività finalizzate a produrre reddito. Di conseguenza, i beni del fondo patrimoniale sono pignorabili per debiti d'impresa se non contratti per scopi puramente speculativi. La Corte ha inoltre chiarito che il creditore può agire contro il garante senza prima escutere i beni ipotecati del debitore principale.
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Polizza fideiussoria e accise: la Cassazione decide
Una compagnia assicurativa si è opposta all'escussione di una polizza fideiussoria da parte dell'Agenzia delle Dogane per accise non versate da una distilleria a seguito di un furto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia, confermando che il contratto era una fideiussione accessoria e non una garanzia autonoma, e che la prova dell'estraneità della distilleria al furto, fornita tramite decreti di archiviazione penale, era sufficiente per ottenere l'abbuono d'imposta.
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Ricognizione di debito: la fotocopia è prova valida
Un debitore si oppone a un decreto ingiuntivo basato sulla fotocopia di una scrittura di ricognizione di debito. La Corte di Appello di Ancona conferma la decisione di primo grado, stabilendo che la copia fotostatica costituisce piena prova se la sua conformità all'originale non viene contestata in modo specifico e circostanziato, come previsto dal Codice Civile. La Corte chiarisce che un'eccezione generica è inefficace, confermando l'obbligo di pagamento del debitore.
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Interessi crediti privilegiati: la regola generale
La Corte di Cassazione chiarisce la disciplina degli interessi su crediti privilegiati nelle procedure concorsuali. Con l'ordinanza in esame, è stato stabilito che, per gli anni successivi a quello della dichiarazione di insolvenza, si applica il tasso di interesse legale generale (art. 1284 c.c.) e non eventuali tassi speciali più elevati previsti da normative di settore. La decisione riafferma il principio della parità di trattamento tra i creditori, interpretando l'espressione 'misura legale' dell'art. 2749 c.c. come un rinvio al saggio generale, prevalente sulle disposizioni speciali in un contesto di concorso tra creditori.
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Recupero crediti pubblici: sì alla cartella esattoriale
Un fideiussore si opponeva alla riscossione tramite cartella esattoriale di un debito derivante da una garanzia pubblica su un finanziamento. La Corte di Cassazione ha stabilito che la procedura di recupero crediti pubblici tramite cartella esattoriale è sempre legittima, anche per fatti antecedenti alla legge specifica del 2015, poiché mira a reintegrare fondi pubblici e si fonda su un principio generale dell'ordinamento.
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Garanzia autonoma: quando è abusiva l’escussione?
Una società ferroviaria ha escusso una garanzia autonoma a danno di due banche per l'inadempimento di un appaltatore. La Corte d'Appello ha qualificato l'escussione come abusiva. La società ha quindi presentato ricorso in Cassazione che, data la complessità della materia, ha emesso un'ordinanza interlocutoria per rinviare la causa a pubblica udienza, al fine di approfondire il concetto di escussione abusiva della garanzia autonoma.
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Escussione prematura: quali danni per il garante?
Un istituto di credito ha attivato una garanzia fideiussoria prima della scadenza del debito. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato che il danno risarcibile per questa escussione prematura si limita agli interessi legali per il periodo di anticipato pagamento, e non all'intero capitale, poiché il debito sarebbe comunque dovuto essere saldato. L'appello del garante è stato dichiarato inammissibile.
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Garanzia fideiussoria: quando è accessoria?
Una società energetica, dopo aver rinunciato a un contributo pubblico, ha richiesto lo svincolo della relativa garanzia fideiussoria. L'ente pubblico si è opposto, ma la Corte di Cassazione ha dato ragione alla società. La Suprema Corte ha chiarito che, nonostante la presenza di una clausola di "pagamento a prima richiesta", la garanzia era di natura accessoria all'obbligazione principale (il contributo). Di conseguenza, una volta venuta meno quest'ultima con la rinuncia, anche la garanzia si è automaticamente estinta.
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Buona fede del creditore: Cassazione chiarisce oneri
Una banca si è vista negare l'ammissione di un credito vantato nei confronti di una società i cui beni erano stati confiscati. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, chiarendo i principi sulla buona fede del creditore. La Corte ha stabilito che il giudice di merito ha errato nel richiedere l'escussione preventiva dei garanti e nel confondere i concetti di 'strumentalità' del credito all'illecito e 'buona fede' del creditore, omettendo di valutare prove decisive.
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Privilegio crediti pubblici: sì alla garanzia statale
Un'entità assicurativa a partecipazione pubblica ha garantito un finanziamento a una società, poi fallita. A seguito del fallimento, l'entità ha onorato la garanzia e ha richiesto l'ammissione del proprio credito al passivo del fallimento con privilegio. Il tribunale di primo grado aveva respinto la richiesta, ma la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. La Suprema Corte ha stabilito che il privilegio sui crediti pubblici, anche quelli derivanti da garanzie, sorge per legge (ex lege) al momento della concessione del beneficio e non al momento della sua revoca o escussione. Pertanto, tale privilegio è opponibile alla procedura fallimentare anche se la revoca del beneficio avviene dopo la dichiarazione di fallimento.
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Garanzia fideiussoria: il testo della polizza prevale
Una stazione appaltante, dopo aver annullato un contratto di appalto in autotutela, ha richiesto l'escussione della garanzia fideiussoria per la restituzione di un anticipo. La Corte di Cassazione ha stabilito che, per decidere sulla legittimità dell'escussione, il giudice deve prima analizzare il testo specifico della polizza assicurativa, che può prevedere una copertura più ampia di quella legale, includendo anche il caso di mancato inizio dei lavori per annullamento del contratto.
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Accertamento soci: Cassazione su società estinta
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due soci di una s.a.s. estinta contro un avviso di accertamento per IRAP e IVA. La Suprema Corte ha confermato la validità dell'accertamento soci, anche se alcuni atti preliminari erano stati indirizzati alla società già cancellata. È stato ribadito che la distinzione tra le diverse tipologie di soci rileva solo in fase di riscossione e che la violazione del contraddittorio non invalida l'atto se il contribuente non dimostra quali argomentazioni concrete avrebbe potuto opporre.
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Testimonianza indiretta PG: quando non si applica?
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso basato sulla presunta violazione del divieto di testimonianza indiretta della polizia giudiziaria. La Corte chiarisce che il divieto non si applica quando un agente riferisce su attività investigative di colleghi e, inoltre, rileva la contraddittorietà della difesa che prima si era opposta all'audizione del teste.
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Diritto alla prova: Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna emessa dal Giudice di Pace per il reato di permanenza illegale sul territorio. La decisione è stata motivata dalla violazione del diritto alla prova, poiché il giudice di primo grado aveva rifiutato di sentire i testimoni e l'imputato, basando la sua decisione esclusivamente su documenti acquisiti senza il consenso della difesa. La Suprema Corte ha ribadito che tale modalità viola il principio del contraddittorio e ha rinviato il caso per un nuovo giudizio.
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Privilegio garanzia pubblica: vale anche per inadempimento
La Corte di Cassazione ha stabilito che il credito di un ente che ha prestato una garanzia pubblica a un'impresa poi fallita gode di privilegio anche in caso di semplice inadempimento nel rimborso del finanziamento. Il privilegio sorge per legge al momento della concessione e la revoca del beneficio, anche se successiva al fallimento, ha solo valore ricognitivo. Questa decisione rafforza la tutela del credito derivante da aiuti di stato, confermando l'ampia applicabilità del privilegio garanzia pubblica.
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