Un cittadino ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione per richiedere la correzione di errore materiale presente in una precedente sentenza resa nei suoi confronti contro la Pubblica Amministrazione. Nel testo della decisione, l'organo giudicante aveva infatti indicato per mero sbaglio un nome di battesimo errato nella sezione relativa ai fatti di causa. La Suprema Corte, verificata la regolare notifica dell'istanza e constatato che l'inesattezza anagrafica derivava da una semplice svista di battitura, ha accolto la richiesta. Di conseguenza, i giudici hanno ordinato la rettifica del nome errato con quello corretto del ricorrente all'interno del provvedimento, disponendo le relative annotazioni di cancelleria e compensando le spese di procedura.
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