La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 29489/2025, ha stabilito che un'impresa può legittimamente richiedere un credito d'imposta ambientale in una dichiarazione successiva a quella dell'anno di investimento, se il ritardo è causato da un'oggettiva incertezza normativa. Nel caso specifico, una società aveva realizzato un impianto fotovoltaico nel 2010 ma ha richiesto il beneficio fiscale solo nella dichiarazione del 2013, a causa di dubbi sulla cumulabilità con altri incentivi. La Corte ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando il principio generale di emendabilità della dichiarazione fiscale e riconoscendo il diritto del contribuente a fruire dell'agevolazione.
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