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29 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Elezione di domicilio appello: quando è valido
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione di inammissibilità di un appello. I giudici hanno stabilito che, per un imputato presente nel primo grado di giudizio, il semplice richiamo alla già avvenuta elezione di domicilio appello è sufficiente, senza necessità di allegare nuovamente l'atto. Questa interpretazione privilegia la sostanza sulla forma, evitando un formalismo eccessivo che ostacolerebbe il diritto di difesa.
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Omologazione autovelox: la Cassazione fa chiarezza
Un automobilista contesta una multa per eccesso di velocità sostenendo la mancanza di omologazione dell'apparecchio. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: per la validità delle multe da autovelox, è indispensabile la specifica "omologazione autovelox" ministeriale, non essendo sufficiente la semplice "approvazione". La sentenza impugnata viene annullata con rinvio.
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Offerta reale: quando estingue il reato? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di appello, stabilendo che per l'estinzione del reato tramite condotte riparatorie, l'imputato deve effettuare una formale offerta reale con deposito della somma, qualora la persona offesa rifiuti un risarcimento informale. La semplice esibizione di un assegno in udienza non è sufficiente a integrare i presupposti di legge.
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Termine breve impugnazione: copia non fa decorrere
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine breve di impugnazione di 30 giorni non decorre dal momento in cui l'avvocato ottiene una copia della sentenza dalla cancelleria. Tale attività è considerata una mera conoscenza interna e non una 'conoscenza legale' idonea a far scattare il termine, che inizia solo con la notificazione formale della sentenza. Di conseguenza, è stato annullato il provvedimento che dichiarava tardivo un appello basandosi sulla data di estrazione della copia.
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Rateizzazione Debiti Fiscali: la Cassazione conferma
Una società ha impugnato diverse cartelle esattoriali e il relativo piano di rateizzazione parziale. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8017/2024, ha respinto il ricorso, stabilendo che la richiesta di rateizzazione debiti fiscali implica la conoscenza degli atti sottostanti, sanando eventuali vizi di notifica. La Corte ha inoltre confermato la validità del ruolo anche senza sottoscrizione e la legittimità del metodo di ammortamento "alla francese" per i debiti tributari.
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Notifica Rendita Catastale: Quando è Inefficace?
Una società impugnava un avviso di accertamento TASI sostenendo la mancata preventiva notifica della nuova rendita catastale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la conoscenza pregressa e dimostrata della nuova rendita da parte del contribuente, che aveva già impugnato altri atti basati sulla stessa, equivale alla notifica formale, rendendo valido l'atto impositivo.
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Deduzione costi carburante: sì con fattura per autotrasporto
L'Amministrazione Finanziaria ha negato la deduzione dei costi carburante a una società di trasporti per la mancata compilazione delle apposite schede. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente, confermando che per gli autotrasportatori per conto terzi, a partire dal 2006, vige un'esenzione dall'obbligo delle schede. Pertanto, la prova dell'acquisto e la conseguente deducibilità del costo possono essere fornite anche tramite fatture, come avvenuto nel caso specifico relativo all'anno d'imposta 2010.
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Notifica cartella di pagamento: quando impugnare
Un contribuente ha ricevuto un pignoramento presso terzi senza una precedente notifica della cartella di pagamento. La Corte di Cassazione ha stabilito che il pignoramento stesso costituisce l'atto da impugnare immediatamente. Se il contribuente non agisce entro i termini di legge dalla ricezione del pignoramento, perde il diritto di contestare la mancata notifica della cartella di pagamento in un momento successivo, consolidando di fatto la pretesa del Fisco.
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Compenso avvocato: l’accordo scritto è valido?
La Corte di Cassazione chiarisce la validità dell'accordo sul compenso avvocato. Due legali richiedevano un pagamento maggiore rispetto a quanto pattuito, sostenendo la nullità dell'accordo per mancanza di forma scritta. La Corte ha stabilito che la parcella inviata dai legali e prodotta in giudizio dalla cliente costituisce un equipollente della scrittura privata, perfezionando l'accordo e rendendo legittima la cifra inizialmente concordata.
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