Un professionista ha fatto causa alla propria Cassa di previdenza per ottenere il ricalcolo della pensione di vecchiaia anticipata, decorrente dal 2008. Il lavoratore pretendeva l'applicazione delle vecchie regole di calcolo più favorevoli, invocando il principio del pro rata. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che, per le pensioni liquidate dopo il 1° gennaio 2007, le Casse professionali privatizzate possono modificare i criteri di calcolo in senso peggiorativo per garantire l'equilibrio finanziario di lungo termine. Il principio del pro rata non è più un vincolo assoluto, ma va bilanciato con i criteri di gradualità e di equità tra generazioni. Di conseguenza, il professionista ha perso la causa e deve pagare le spese processuali.
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