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Emolumenti

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24 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Indennità di sostituzione medico: no a paga superiore
Un dirigente medico ha richiesto una retribuzione superiore per aver sostituito un responsabile di struttura complessa per un lungo periodo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che tale incarico non costituisce svolgimento di mansioni superiori e che al dirigente spetta unicamente l'indennità di sostituzione medico prevista dal Contratto Collettivo Nazionale. La Corte ha inoltre chiarito che il CCNL più recente integra e non sostituisce completamente il precedente in materia.
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Esenzione fiscale NATO: no ai pagamenti post-servizio
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esenzione fiscale NATO per i dipendenti civili non si estende agli emolumenti percepiti dopo la cessazione del rapporto di lavoro. Un ex dipendente aveva ricevuto somme accantonate durante gli anni di servizio, ritenendole esenti. La Corte ha chiarito che il beneficio è limitato agli stipendi e ai compensi ricevuti durante il servizio attivo, annullando le precedenti decisioni favorevoli al contribuente.
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Tassazione separata: quando si applica agli arretrati?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6875/2025, interviene sul tema della tassazione separata per gli emolumenti arretrati. Il caso riguarda una legale di un ente pubblico che ha ricevuto con anni di ritardo la parte variabile della sua retribuzione. La Corte ha stabilito che per determinare se il ritardo sia 'fisiologico' (e quindi escluso dalla tassazione separata), non si possono usare parametri generici, ma si deve analizzare la specifica procedura di liquidazione prevista dal contratto di lavoro (CCNL). La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Emolumenti indebiti: vanno dichiarati? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che gli emolumenti indebiti, ovvero somme percepite per errore da un datore di lavoro, costituiscono reddito tassabile nell'anno in cui vengono incassati. Il contribuente è tenuto a dichiararli, anche se successivamente dovrà restituirli. La restituzione darà diritto a una deduzione fiscale nell'anno in cui avviene, evitando così una doppia imposizione. Il caso riguardava una dipendente pubblica che aveva continuato a ricevere lo stipendio dal precedente ente anche dopo il trasferimento.
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