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Elusione

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44 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Abuso del diritto: il contraddittorio è sempre obbligo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4003/2024, ha ribadito un principio fondamentale in materia fiscale: l'avviso di accertamento basato su un presunto abuso del diritto è nullo se non preceduto dal contraddittorio con il contribuente. La Corte ha chiarito che questa garanzia procedurale si applica non solo ai casi di elusione specificamente previsti dalla legge (abuso tipizzato), ma anche a quelli riconducibili al più generale principio del divieto di abuso (abuso innominato). Nel caso di specie, l'Agenzia delle Entrate aveva contestato una complessa operazione di ristrutturazione societaria, ma la sua pretesa è stata annullata per non aver dialogato preventivamente con i soci. La sentenza conferma che il diritto alla difesa del contribuente è un pilastro del procedimento tributario.
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Finanziamento antielusivo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione interviene su un caso di presunto finanziamento antielusivo, annullando la decisione di merito. La controversia riguardava la deducibilità degli interessi passivi versati da una società italiana alla sua controllante lussemburghese, a sua volta controllata da un'entità in un paradiso fiscale. La Corte ha stabilito che il giudice del rinvio non ha adempiuto al suo dovere di riesaminare a fondo le prove fornite dalla contribuente a dimostrazione della reale convenienza economica dell'operazione, limitandosi a parafrasare la precedente sentenza di cassazione. Di conseguenza, il caso è stato nuovamente rinviato per una valutazione completa.
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Detrazione IVA negata: quando la conoscenza conta
La Corte di Cassazione ha stabilito che la detrazione IVA è negata al contribuente che sapeva, o avrebbe dovuto sapere con l'ordinaria diligenza, che il proprio fornitore stava evadendo l'imposta. Nel caso specifico, lo stretto rapporto familiare tra il contribuente e i soci dell'azienda fornitrice è stato considerato un grave indizio di tale consapevolezza. La Corte ha annullato la decisione di grado inferiore, che aveva erroneamente sminuito questi elementi, e ha disposto un nuovo esame della causa basato sui principi della prova presuntiva.
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Evasione fiscale: cancellare società è evasione
Un contribuente, ritenuto amministratore di fatto di una società, ha contestato degli avvisi di accertamento. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, riqualificando la cancellazione della società per sfuggire al fisco da elusione a diretta evasione fiscale. Secondo la Corte, tale atto non è un abuso del diritto, ma un comportamento finalizzato a far 'scomparire' il soggetto passivo d'imposta. La sentenza ha inoltre confermato l'indeducibilità dei costi basata su prove presuntive e il ruolo di amministratore di fatto del ricorrente.
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