La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per due imputati, dichiarando l'inammissibilità del ricorso per cassazione da loro proposto. I ricorrenti avevano contestato la decisione della Corte d'Appello di Torino, invocando un errore di diritto basato su una nota sentenza della Corte Costituzionale. Tuttavia, i giudici hanno chiarito che tale principio si applica solo alle contravvenzioni e non ai delitti, categoria a cui appartiene il reato contestato. Inoltre, la Suprema Corte ha respinto le contestazioni sull'elemento soggettivo del reato, definendole semplici critiche di fatto mirate a una diversa valutazione delle prove. Questo tipo di censura è estraneo al giudizio di legittimità. Di conseguenza, i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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