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Elemento Soggettivo Del Reato — Anno 2022

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63 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Detenzione di stupefacenti: Diritto di difesa contro prove schiaccianti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per **detenzione di stupefacenti** ai fini di spaccio. L'uomo era stato trovato con circa 29 grammi di marijuana, suddivisi in 46 involucri. La difesa aveva contestato la validità del processo, sostenendo che l'imputato non avesse avuto piena conoscenza degli atti e non avesse potuto accedere ai riti alternativi. Inoltre, aveva messo in dubbio la completezza dell'analisi sulla sostanza sequestrata e l'intento di spaccio. La Cassazione ha ritenuto che l'imputato fosse a conoscenza del procedimento per la sua partecipazione all'udienza di convalida dell'arresto. Ha anche confermato la validità dell'analisi a campione della droga e l'intento di spaccio, basandosi su quantità e modalità di detenzione. Il ricorso è stato respinto, con condanna alle spese.
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Reingresso illegittimo: la Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Cittadino Straniero condannato per **reingresso illegittimo** in Italia dopo un decreto di espulsione. La difesa contestava la condanna sostenendo che il decreto non fosse stato tradotto, compromettendo la comprensione del divieto e quindi l'elemento soggettivo del reato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la conoscenza della lingua italiana da parte del Cittadino Straniero e la chiarezza del divieto di reingresso rendevano irrilevante la mancata traduzione e non configuravano un'ignoranza inevitabile della legge. La condanna è stata confermata.
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Inammissibilità del ricorso per cassazione: quando insistere costa caro
Due imputati hanno proposto ricorso per Cassazione contro una sentenza di condanna della Corte d'Appello. La Suprema Corte ha rilevato che il primo ricorrente ha sollevato contestazioni basate su elementi di fatto, richiedendo una nuova valutazione delle prove non consentita nel giudizio di legittimità. Il secondo ricorrente ha invece riproposto le stesse difese sull'assenza degli elementi del reato già respinte in appello con motivazione logica. Per questi motivi, la Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per cassazione, condannando entrambi i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro ciascuno a favore della Cassa delle ammende.
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